"Motti" inediti e sconosciuti di M. Pietro Bembo

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Tip. dell'Ancora, I. Merlo, 1888 - 105 pages
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Page 59 - Deh or foss'io col vago della Luna Addormentato in qualche verdi boschi; E questa, ch'anzi vespro a me fa sera, Con essa , e con Amor in quella piaggia Sola venisse a stars' ivi una notte ; E '1 dì si stesse, e '1 Sol sempre nell'onde.
Page 57 - 1 nido in che la mia fenice Mise l'aurate 'e le purpuree penne; Che sotto le sue ali il mio cor tenne, E parole e sospiri anco ne elice?
Page 22 - OTTAVIANO FREGOSO, MASCHERATI A GUISA DI DUE AMBASCIATORI DELLA DEA VENERE, MANDATI A MAD. LISABETTA GONZAGA DUCHESSA D'URBINO E MAD. EMILIA PIA SEDENTI TRA MOLTE NOBILI DONNE E SIGNORI, CHE NEL BEL PALAGIO DELLA DETTA CITTÀ DANZANDO FESTEGGIAVANO LA SERA DEL CARNASSALE MDVII.
Page 61 - In caput alta suum labentur ab aequore retro flumina, conversis Solque recurret equis : terra feret stellas, caelum findetur aratro, unda dabit flammas, et dabit ignis aquas...
Page 81 - Giucchi che nelle Vegghie sanesi si usano di fare. Del Materiale Intronato. In Siena, Per Luca Bonetti, 1572, p. 159. 18 Le imprese illustri del signor leronimo Ruscelli, Francesco de' Franceschi, Venezia, 1584, p.180 del brano citato in Fonti per lo studio della storia dell'arte nel Rinascimento.
Page 76 - Questa turba, Signor ; ma a quella image'' Che sovente in proverbio il volgo dice, Cader della padella nelle brage. Gli é ver ch...
Page 27 - ... veduto frate Giusto. Il quale rispose: — Padre, egli non è in monasterio. — Come ! — disse il priore — egli era qui adesso, e non può andar fuora ch'a me non ne chiegga licenza.
Page 29 - Centones apud grammaticos vocari solent qui de „ carminibus Homeri vel Vergilii ad propria opera more centonario ex „ multis inde compositis in unum sarciuntur corpus ad facultatem
Page 65 - Perduta mai più d' esserle marito, Si sia fatto da lei lontano, forse Così sperando dal suo amor disciorse : XXIX. E che fatt' abbia ancor qualche disegno, Per più tosto levarsela dal core, D' andar cercando d' uno in altro regno Donna, per cui si scordi il primo amore ; Come si dice, Che si suol d' un legno Talor chiodo con chiodo cacciar fuore.
Page 92 - Nel qual capitolo descrisse ancora il giuoco che noi dev'invidia chiamiamo, quando si va a percuotere una persona con la mestola, e si fa levare da sedere dal luogo dove si stava, ponendosi quivi a sedere il percussore, e il percosso andando nel medesimo modo a provedersi di nuovo luogo...

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