Novelle, Volume 1

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per G. Silvestri, 1813
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Page 201 - Le buone lettere a' nostri dì non credo io che punto agli antichi oratori, ai poeti, ai filosofi ed agli altri scrittori così latini come greci debbiano cedere, che a par di loro non possano vedersi. La milizia quando mai fu in maggior pregio che si sia ora? Certamente, se Alessandro il Magno, Pirro, Annibale e Filopemene, : Q.
Page 298 - Così un giorno, non si trovando alcuno dei mariti in casa, elle si ridussero secondo il solito loro a parlamento alle siepi dell'orto. Come furono quivi arrivate, così tutte due ad un tratto a rider cominciarono, e dopo le consuete ed amorevoli salutazioni in questo modo a dire madonna Luzia cominciò: Isotta , sorella mia carissima, tu ancora non sai che io ti ho a dire la più bella novella del tuo consorte che- mai si sentisse. Ed io, soggiunse subito madonna Isotta, ti vo' narrare una favola...
Page 209 - A la fine non potendo il povero e cieco amante più sofferire di vedersi sì poco gradire, deliberò, awenissene ciò che si volesse, se la comodità bella si vedeva, quello per viva forza da lei prendere che ella di grado dar non gli voleva. Era in corte uno staffiere di monsignor vescovo molto amico del ferrarese, e, se b£n mi ricordo, egli anco era da Ferrara.
Page 213 - Dapoi, dispogliatasi tutti quei vestimenti che indosso aveva, prese una camicia di bucato e se la mise. Poi si vestì il suo valescio di boccaccino bianco come neve ed una gorgiera di velo candido lavorato, con uno grembiule di vel bianco, che ella solamente soleva portar le feste.
Page 202 - Ma il male è che ai nostri tempi non v'è chi si diletti di scriver ciò che a la giornata avviene; onde perdiamo molti belli ed acuti detti, e molti generosi e memorandi fatti restano sepolti nel fondo de l'oscura oblivione. E pure tutto il dì avvengono bellissime cose, che sono degne d'esser a la memoria de la posterità consacrate.
Page 208 - Ma la giovanetta era così ben fondata, che mai parola che la ribalda vecchia le dicesse non le puotè nel petto entrare. Il che intendendo il ferrarese, si trovava il più disperato uomo del mondo, non si potendo imaginare di lasciar, costei con speme pure che pregando, servendo, amando e perseverando, devesse la fiera durezza di Giulia render molle, parendogli impossibile che a lungo andare egli non la devesse ottenere. Egli, come proverbialmente si dice, faceva il conto senza l'oste. Ora veggendo...
Page 210 - Quivi giunto, cominciò come era consueto a pregarla che omai volesse di lui aver pietate. Ella, veggendosi sola, pregò il giovine che non le desse più fastidio, e dubitando di qualche male se ne venne verso Gazuolo. Il giovine, non volendo che la preda gli uscisse di mano, finse col compagno di volerle far compagnia, tuttavia con umili ed amorevoli parole affettuosamente pregandola che avesse de le sue pene pietà. Ella, messasi la via fra' piedi, frettolosamente verso casa se n'andava.
Page 106 - Diporto' mi diceste, alor che ella ne le prime nozze era moglie del nostro signor Ermes Vesconte, * che Dio abbia in gloria, perciò che egli era riputato esser di lei geloso. Del che era in Milano assai biasimato. Egli non permetteva che ella praticasse in molti luoghi, se non in casa de la signora Ippolita Sforza e Bentivoglia, ' ove spesso io la vedeva e seco domesticamente ragionava.
Page 214 - Detto questo, ella uscì fuori e andava di lungo verso Oglio, e la sua picciola sorella dietro la seguiva piangendo, né sapendo di che. Come Giulia arrivò al fiume, così col capo avanti nel profondo de l'Oglio si lanciò.
Page 213 - Dapoi domandò la sorella e le donò tutte l'altre sue cose che aveva, e quella presa per mano e serrato l'uscio de la casa, andò in casa d'una lor vicina, donna molto attempata, che era gravemente nel letto inferma. A questa buona donna lagrimando...