Odi dell'abbate Giuseppe Parini già divolgate. ...

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Presso N. Orcesi, 1791 - 120 pages
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Page 70 - Chi sei tu, che sostenti A me questo vetusto Pondo, e l'animo tenti Prostrarmi a terra? Umano sei; non giusto. Buon cittadino, al segno Dove natura ei primi Casi ordinar, lo ingegno Guida cosi, che lui la patria estimi. Quando poi...
Page ii - De' miseri mortali^, Oh male, oh persuasore Orribile di mali Bisogno , e che non spezza Tua indomita fierezza! Di valli adamantini Cinge i cor la virtude; Ma tu gli urti e rovini , E tutto a te si schiude ; Entri, ei nobili affetti O strozzi, od assoggetti. Oltre corri, e fremente Strappi Ragion dal soglio. E il regno della mente Occupi pien d...
Page 102 - Vedrò redrò da le mal nate fonti , Che di zolfo e d'impura Fiamma e di nebbia oscura Scendon l'Italia ad infettar da i monti; Vedrò la gioventude I labbri torcer disdegnosi e schivi E ai limpidi tornar di Grecia rivi, Onde natura schiude Almo sapor, che a sé contrario il folle Secol non gusta, e pur con laudi estolle. Questi é il Genio- dell' arti . Il chiaro foce Onde tutt' arde e splende Irrequieto ei stende Simile all'alto sol di loco in loco.
Page 68 - Ed ecco, il debil fianco Per anni e per natura, Vai nel suolo pur anco Fra il danno strascinando e la paura; Né il sì lodato verso Vile cocchio ti appresta, Che te salvi a traverso De' trivj dal furor de la tempesta.
Page 45 - De le magnanim' ire. Ma quel più dolce senso Onde ad amar ti pieghi, Tra lo stuol d' armi denso Venga, e pietà non nieghi Al debole che cade E a te grida pietade. Te questo ognor costante Schermo renda al mendico; Fido ti faccia amante, E indomabile amico.
Page 110 - Ecco del mondo e meraviglia e gioco Farmi grande in un punto e lieve io sento; E col fumo nel grembo e al piede il foco Salgo per l'aria e mi confido al vento. E mentre aprir...
Page 70 - Aere il destin de' popoli si cova ; E fingendo nuova esca Al pubblico guadagno, L' onda sommovi, e pesca Insid1oso nel turbato stagno. Ma chi giammai potria Guarir tua mente illusa, 0 trar per altra via Te, ostinato amator de la tua Musa ? Lasciala ; o, pari a vile Mima, il pudore insulti, Dilettando scurrile 1 bassi geni, dietro al fasto occulti.
Page iii - Con le folgori in mano La legge alto minaccia; Ma il periglio lontano Non scolora la faccia Di chi senza soccorso Ha il tuo peso sul dorso . Al misero mortale Ogni lume s'ammorza : Ver la scesa del male Tu lo strascini a forza : Ei di sè stesso in bando Va giù precipitando.
Page 68 - Con la pietosa mano, E di terra mi toglie, E il cappel lordo e il vano Baston dispersi ne la via raccoglie : Te ricca di comune Censo la patria loda ; Te sublime, te immune Cigno da tempo, che il tuo nome roda, Chiama gridando intorno ; E te molesta incita Di poner fine al Giorno Per cui, cercato, a lo stranier ti addita.

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