Opere del conte Algarotti ...

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M. Coltellini, 1764
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Popular passages

Page 86 - Più di una volta noi andammo insieme dal Zanone (ella ben si ricorderà) non già per cercarvi del riobarbaro o della china, ma per vedervi l'aloè, il repontico , quei teschi di cervo , quelle conchiglie , quei coralli così bene introdotti nella volta e così bravamente toccati dal Maurino. Io credo che la vaghezza e la leggiadria di quel dipinto avrà oramai sforzato il voto anche di coloro , che non han saputo vedere la bella semplicità e l'aggiustata invenzione della cappella di S. Martino...
Page 59 - ... natura. Fanno ogni anno delle campagne di mare nel Baltico con isquadre di sette o otto navi. Ci è in esse sparso a proporzione un lievito, dirò così, di vecchi marinai. Pigliano poi dei giovanotti, che compiscono la ciurma; a una mano di essi s'insegna una piccola parte delle operazioni marinaresche, a un'altra un'altra; e così in parecchi anni gli fanno divenire, tanto o quanto, uomini di mare. Dei fatti in tal maniera ne avevano da dodici mila circa, che, a cagione della guerra presente,...
Page 263 - Gl'Indi ei Persi ei Caldei Vincete, e fate un sol di tanti imperi. Di questa madre generosa e chiara, Madre ancor essa di celesti eroi, Regnano oggi fra noi D'altri Giovi altri figli! ed altre suore; E vie pur degni ancor d' incenso e d' ara, Che non fur già, vecchio Saturno, i tuoi.
Page 312 - Miltono canta le cagioni perchè l' uomo dallo stato della felicità sia caduto nella presente miseria, quali ce le rivela la religione. E certo, teologicamente parlando, eglino hanno ragione ; ma parlando poeticamente, hanno il torto. Imperciocchè s'egli importa il tutto alla ragione dell...
Page 198 - E co' posteri suoi guerra mai sempre. Questi doni al mio cenere mandate, Morta ch' io sia. Né mai tra queste genti Amor nasca, nò pace ; anzi alcun sorga 7~)e l'ossa mie, che di mia morte prenda Alta vendetta, e la dardania gente Con le fiamme e col ferro assalga e spenga Ora, in futuro e sempre ; e sian le forze A...
Page 77 - Genova non sono per tal ragione così pittoresche come è il corso di Roma e il Canai Grande di Venezia. Ella può ben credere che non mancano al quadro né barche, né gondole che fa in eccellenza il Canaletto, né qualunque altra cosa trasferir possa lo spettatore in Venezia; e le so dire che parecchi Veneziani...
Page 68 - Neva rimontammo ancor noi, che non è per altro ornata né di archi né di tempi; ma da Cronstat sino a Petroburgo è di qua e di là fiancheggiata da un bosco; e questo non di fronzuti elei o di vivi allori, ma della più brutta generazione di alberi che vegga il sole. Sono una specie di pioppi, ben differenti da quelli in cui trasformate furono le sorelle di Fetonte, e che ombrano le rive del Po. In vano stemmo noi in orecchi per udire il melodioso canto di quegli uccelli, di cui già volle popolare...
Page 29 - Ntellum sine nomine saxum si può dire di cotesti suoi mari, in altro senso che si dice della campagna di Roma. La più memorabil cosa che sino allora ci avvenisse, fu di trovarci quasi in mezzo a una flotta di carbonaj, che facevano vela a Newcastle. La strana cosa, che è una simile flotta...
Page 67 - Sette mesi dell'anno è il Neva una via per le barche, e gli altri cinque per le slitte. Aveane il Czar una tra le altre tagliata a guisa di schifo.
Page 149 - Peccato, che questo principe avuto non abbia a' suoi servigi un Palladio! Il czar Pietro non lo ebbe egli neppure. E il defunto re di Sardegna, che tanto ha fabbricato anch'egli la sua Torino, non sortì per architetto che un Giovara. Non è poi l'ultimo de' suoi pensieri l'agricoltura. A quel modo che il Czar mandava ne...

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