Opere di Giosuč Carducci ...

Front Cover
Ditta N. Zanichelli (C. e G. Zanichelli), 1899 - Italian literature - 448 pages
 

What people are saying - Write a review

We haven't found any reviews in the usual places.

Other editions - View all

Common terms and phrases

Popular passages

Page 191 - Primus ego in patriam mecum, modo vita supersit, Aonio rediens deducam vertice Musas; primus Idumaeas referam tibi, Mantua, palmas et viridi in campo templum de marmore ponam propter aquam, tardis ingens ubi flexibus errat Mincius et tenera praetexit harundine ripas.
Page 328 - La rivelazione di gloria che appari alla nostra fanciullezza, la epopea della nostra gioventł, la visione ideale degli anni virili, sono disparite e chiuse per sempre. La parte migliore del viver nostro č finita. Quella bionda testa con la chioma di...
Page 130 - Ed ecco : per un Petrarca che andava frugando le cittą dei barbari in cerca di qualche opera obliata di Cicerone ; per un Boccaccio che saliva trepidante di gioia nella biblioteca di Montecassino tra l'erba cresciuta grande su '1 pavimento, mentre il vento soffiava libero per le finestre scassinate e le porte lasciate senza serrami scotendo la polvere da lunghi anni ammontata su...
Page 105 - Dante, com' č natura de' poeti veramente grandi di rappresentare e conchiudere un grande passato, Dante fu l 'Omero di cotesto momento di civiltą. Ma son momenti che presto passano; ei diversi elementi, dopo incontratisi nelle loro correnti, riprendono ognun la sua via. Per ciņ avvenne che della Divina Commedia rimanendo vivo tutto che č concezione e rappresentazione individuale, fosse gią antica fin nel trecento la forma primigenia, la visione teologica: per ciņ Dante non ebbe successori in...
Page 246 - E parte ad or ad or si volge a tergo Mirando s'io la seguo, e par ch'aspetti: Ond'io voglie e pensier tutti al ciel ergo; Perch'io l'odo pregar pur ch'i
Page 280 - Dante, che move dai lutti della pestilenza e dagli oscuri silenzi d' una chiesa per distendersi e serpeggiare su per i colli di Firenze e le convalli di Fiesole, cercando gli splendori del sole e il gioioso colle della felicitą tra fiori e alberi e acque e sorrisi e giucchi e canti di giovani e donne. E quei giovani e quelle donne, pur nella lieta concordia con cui servono all' officio di narratori, sono gente viva, hanno un carattere spiccato ciascuno, e ne improntano la loro narrazione.
Page 330 - ... guerriero di avventura senza spavalderie, eroe senza pose, politico senza ostentazione di furberie '. Superiore ai partiti, pure accettando da essi tutto che di pił vitale e pił utile conferissero al rifacimento della nazione, e ciņ che di giusto e di vero promettessero all'avanzamento del genere umano ; egli fu su tutto e anzi tutto italiano e uomo di libertą.
Page 121 - ... suoi successori ogni generazione vigorosa, furono dette da Franco Sacchetti nella canzone per la morte del Boccaccio: Sonati sono i corni D'ogni parte a ricolta: La stagione č rivolta: Se tornerą non so, ma credo tardi.
Page 340 - ... scomparve: dicono fosse assunto ai concilii degli Dii della patria. Ma ogni giorno, il sole, quando si leva su le Alpi tra le nebbie del mattino fumanti e cade tra i vapori del crepuscolo, disegna tra gli abeti ei larici una grande ombra, che ha rossa la veste e bionda la capelliera errante su i venti e sereno lo sguardo siccome il cielo. Il pastore straniero guarda ammirato, e dice ai figliuoli — Č l'eroe d'Italia che veglia su le alpi della sua patria. VI. Cosi canterą l'epopea futura....
Page 200 - ... profondo su le anime; ha un tenero senso di pietą per tutti i dolori, per tutte le sventure, per tutte le miserie; " mentem mortalia tangunt „ : egli, il poeta romano, ha fino l'orror della guerra,

Bibliographic information