Opere di Giosuč Carducci ...

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Ditta N. Zanichelli (C. e G. Zanichelli), 1905 - Italian language
 

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Page 204 - Ebbi in quel mar la culla: Ivi erra, ignudo spirito, Di Faon la fanciulla; E se il notturno zeffiro Blando sui flutti spira, Suonano i liti un lamentar di lira ! Ond...
Page 364 - Da un' anima, che fin quassł risplende.' Lo cielo, che non have altro difetto Che d'aver lei, al suo Signor la chiede E ciascun santo ne grida mercede. Sola pietą nostra parte difende ; Chč parla Dio, che di madonna intende: 'Diletti miei, or sofferite in pace, Che vostra speme sia quanto mi piace Lą, ov' č alcun che perder lei s'attende, E che dirą nell' Inferno: "O malnati, Io vidi la speranza de
Page 365 - Nel vano immaginare, ov' io entrai; Ed esser mi parea non so in qual loco, E veder donne andar per via disciolte, Qual lagrimando, e qual traendo guai, Che di tristizia saettavan foco. Poi mi parve vedere a poco a poco Turbar lo sole ed apparir la stella, E pianger egli ed ella; Cader gli augelli volando per l'are, E la terra tremare; Ed uom m'apparve scolorito e fioco, Dicendomi: 'Che fai? non sai novella? Morta č la donna tua, ch'era sģ bella.
Page 43 - E se non che de gli occhi miei '1 bel segno per lontananza m'č tolto dal viso, che m'have in foco miso, lieve mi conterei ciņ che m'č grave. Ma questo foco m'have 85 gią consumato sģ l'ossa e la polpa, che Morte al petto m'ha posto la chiave. Onde, s'io ebbi colpa, pił lune ha volto il sol poi che fu spenta, se colpa muore perché l'uom si penta. 90 Canzone, a...
Page 346 - Poscia, per cieco malor condotto della vita in forse, piansi la bella giovanezza, e il fiore de' miei poveri dģ, che sģ per tempo cadeva: e spesso all'ore tarde, assiso sul conscio letto, dolorosamente alla fioca lucerna poetando, lamentai co' silenzi e con la notte il fuggitivo spirto, ed a me stesso in sul languir cantai funereo canto.
Page 353 - L'umana compagnia, Tutti fra se confederati estima Gli uomini, e tutti abbraccia Con vero amor, porgendo Valida e pronta ed aspettando aita Negli alterni perigli e nelle angosce Della guerra comune.
Page 357 - Hanno questo di proprio le opere di genio, che quando anche rappresentino al vivo la nullitą delle cose, quando anche dimostrino evidentemente e facciano sentire l'inevitabile infelicitą della vita, quando anche esprimano le pił terribili disperazioni, tuttavia ad un'anima grande che si trovi anche in uno stato di estremo abbattimento, disinganno, nullitą, noia e scoraggimento della vita, o nelle pił acerbe e mortifere disgrazie ... servono sempre di consolazione...
Page 293 - Io non ho scritto in mia vita se non pochissime e brevi poesie. Nello scriverle non ho mai seguito altro che un'ispirazione (o frenesia), sopraggiungendo la quale, in due minuti io formava il disegno e la distribuzione di tutto il componimento.
Page 352 - Che se d'affetti Orba la vita, e di gentili errori, Č notte senza stelle a mezzo il verno, Gią del fato mortale a me bastante E conforto e vendetta č che su l'erba Qui neghittoso immobile giacendo, II mar la terra e il ciel miro e sorrido.
Page 354 - Libertą vai sognando, e servo a un tempo Vuoi di novo il pensiero, Sol per cui risorgemmo Dalla barbarie in parte, e per cui solo Si cresce in civiltą, che sola in meglio Guida i pubblici fati. Cosģ ti spiacque il vero Dell'aspra sorte e del depresso loco Che natura ci die. Per questo il tergo Vigliaccamente rivolgesti al lume Che il fe...

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