Opere di Tommaso Campanella scelte, ordinate ed annotate da Alessandro d'Ancona, e precedute da un discorso del medesimo sulla vita e le dottrine dell'autore ...: Della vita e delle dottrine di Tommaso Campanella; discorso di A. d'Ancona. Documenti. Poesie filosofiche di T. Campanella col commento di T. Adami, pubblicate per la prima volta in Italia da G. G. Orelli ... 2. ed., con molte correzioni per cura di A. d'Ancona

Front Cover
Cugini Pomba e comp., 1854 - Italian literature
 

What people are saying - Write a review

We haven't found any reviews in the usual places.

Other editions - View all

Common terms and phrases

Popular passages

Page 10 - Né del figliuol di Dedalo il fin rio Fa che giù pieghi, anzi via più risorgo : Ch'io cadrò morto a terra, ben m'accorgo; Ma qual vita pareggia al morir mio? La voce del mio cor per l'aria sento : Ove mi porti, temerario? China, Che raro è senza duol troppo ardimento. Non temer, rispond'io, l'alta ruina! Fendi sicur le nubi, e muor contento, Se il ciel si illustre morte ne destina!
Page 5 - Donde ei si nasca io non so, ma ei si vede per gli antichi e per gli moderni esempli che mai non venne alcuno grave accidente in una città o in una provincia che non sia stato, o da indovini o da rivelazioni o da prodigi o da altri segni celesti, predetto.
Page 28 - ... consigliarsi di fuggire, per regger sani poi le genti offese. Tornando poscia a far le regie imprese, consigliavan que' pazzi con bel dire il viver prisco, il buon cibo e vestire. Ma ognun con calci e pugni a lor contese.
Page 11 - Maestro, uscii fuor di tal nube Ai raggi, morti già ne' bassi lidi. O immaginativa, che ne rube w Tal volta si <ii fuor, ch'uom non s'accorge, Perché d'intorno suonin mille tube. Chi muove te, se il senso non ti porge? '• Muoveti lume, che nel ciel s'informa Per sé, o per voler che giù lo scorge.
Page 168 - Sole altissimo, onoro, io perché di tutti più, al buio, gelato tremo ? Esca io dal chiuso, mentre al lume sereno d'ime radici sorge la verde cima. Le virtù ascose ne' tronchi d'alberi, in alto in fior conversi, a prole soave tiri.
Page 122 - ... n pena dispenso l'afflizion d'ogni senso, le membra sette volte tormentate, le bestemmie e le favole de...
Page 4 - Né poca carità, né poca fede, né la poca speranza è che mi nuoce. E se, com'altri insegna, pena atroce, che l'anima pulisca e renda degna della tua grazia, si ritrova al mondo, non han l'Alpe cristallo così mondo, ch'alia mia puritade si convegna.
Page 24 - Questi principi son veri e sopremi della scoverta gran filosofia, rimedio contra la trina bugia, sotto cui tu piangendo, o mondo, fremi. Carestie, guerre, pesti, invidia, inganno, ingiustizia, lussuria, accidia, sdegno, tutti a que' tre gran mali sottostanno, che nel cieco amor proprio, figlio degno d'ignoranza, radice e fomento hanno: Dunque a diveller l'ignoranza io vegno.
Page 166 - Cogliesi dal nesto generoso ed amabile pomo. Concorri adunque al nostro idioma nuovo. Tanto più, che il Fato a te die' certo favore, perché, comunque soni, d'altri imitata sei: d'Italia augurio antico e mal cognito, ch'ella d'imperii gravida e madre sovente sia. Musa latina, vieni meco a canzone novella: te al novo onor chiama quinci la squilla mia, sperando imponer fine al miserabile verso, per te tornando al già lagrimato die.

Bibliographic information