Paesaggi sublimi: Gli uomini davanti alla natura selvaggia

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Bompiani - Fiction - 252 pages
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Vi sono luoghi di fronte ai quali gli uomini hanno per millenni provato paura e sgomento: montagne, oceani, foreste, vulcani, deserti. Inospitali, ostili, desolati, evocano la morte, umiliano con la loro vastità, minacciano con la loro potenza. Eppure, dagli inizi del Settecento, cominciano a essere percepiti come “sublimi”, dotati di un’intensa e coinvolgente bellezza. Questa radicale inversione del gusto non ha una rilevanza esclusivamente estetica: implica un nuovo modo di forgiare l’individualità grazie alla sfida lanciata alla grandezza e al predominio della natura. Da tale confronto scaturisce un inatteso piacere misto a terrore, che da un lato rafforza l’idea della superiorità dell’uomo e, dall’altro, contribuisce a fargli scoprire la voluttà di perdersi nel tutto. Dopo aver toccato lo zenit, le teorie e la sensazione del sublime conoscono un’eclisse nel momento in cui pare capovolgersi la bilancia delle forze: quando l’umanità occidentale crede di aver iniziato a sconfiggere la natura svelandone i segreti e soggiogandone le energie. Il sublime si sposta allora sempre di più dalla natura alla storia e dalla storia alla politica. Sebbene gli sviluppi delle tecniche abbiano attualmente reso patetica o scellerata la lotta contro una natura offesa e ferita, gli immensi spazi siderali sembrano aprire nuove frontiere del sublime. Quale rapporto abbiamo oggi con una natura solo in piccola parte addomesticata? Come il sublime può continuare a svolgere la sua funzione di salvarci dall’ottusità intellettuale e dal torpore emotivo sollevandoci dalla banalità del quotidiano? Qual è il destino dell’umanesimo? Lo mostra questo saggio - affascinante per lucidità, rigore e leggibilità – attraverso una documentata mappatura dei territori del sublime e un’acuta interpretazione delle sue metamorfosi storiche e teoriche.

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About the author (2011)

Remo Bodei è professore di Filosofia alla University of California, Los Angeles, dopo aver insegnato a lungo alla Scuola Normale Superiore e all’Università di Pisa. Ha dedicato le sue ricerche all’idealismo tedesco, al pensiero utopico, alla teoria delle passioni, alle logiche anomale e ai paradossi del tempo. Tra le sue opere: Scomposizioni. Forme dell’individuo moderno (Torino 1987), Hölderlin. La filosofía y lo trágico (Madrid 1990), Geometria delle passioni (Milano 1991), Ordo amoris (Bologna 1991), Le prix de la liberté (Paris 1995), Le forme del bello (Bologna 1995). La filosofia nel Novecento (Roma 1997), Il noi diviso (Torino 1998), Le logiche del delirio (Bari-Roma 2000), Destini personali (Milano 2002), Una scintilla di fuoco (Bologna 2005) e Piramidi di tempo. Storie e teoria del déjà vu (Bologna 2006).

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