Paolo Ferrari: ricordi e note

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Fratelli Treves, 1889 - 196 pages
 

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Page 101 - Il primo ricordo che ho di mia madre Ŕ che durante la notte mi svegliavo e dalla mia piccola cuna (avevo forse due anni) vedevo l'ombra di mia madre, lunga lunga, proiettata sul muro vicino dal lume che stava presso il telaio di lei ; e sentivo il rumore dell'ago che andava su e gi¨ attraverso alla stoffa; e mi ricordo che spesso, alla mattina, vedevo le dita di mia madre fasciate sulle punte ; seppi poi che era l'ago che gliele feriva ! Degli amici di mio padre mia madre non volle pi¨ ricevere...
Page 35 - ... etÓ nostra, e quasi fare del passato uno specchio in cui i presenti, credendo contemplare l'immagine altrui, contemplassero la lor propria ; in cui gli errori degli avi riconoscendo e biasimando si sentissero i nipoti dalla voce della coscienza ammonire : Mutato nomine de te fabula tiarratur. Che cosa Ŕ un' etÓ di transizione ? ╚ la notte che intercede fra il tramonto di una civiltÓ e l'aurora d'un'altra.
Page 13 - Non Ŕ bello se non lÓ dove il soggetto riguardante il vero sorprende in esso certe immagini che paiono non giÓ la produzione casuale, irresponsabile di forze puramente fisiche, ma effetto premeditato di una causa pensante e operante esteticamente : se non lÓ dove l'artista sa scegliere bene nel vero l'individualitÓ che meglio conservi i caratteri del vero, e ad un tempo meglio spogli il vero di tutto il contingente insignificante, casuale, delle oziose lacune di tempo e di
Page 163 - Goldoni e le sue l6 commedie porto a casa 50 franchi: cioŔ 50 di meno di quel che mi occorre per pagare la Compagnia..- — Io istrioneggio per non morire sulla paglia; dunque servo in tavola al colto pubblico le pietanze che gli piacciono. E anche piegandomi...
Page 33 - Che fÚ' grandi i nostri avi, e fesse comunanza Di genio, di sventure, di fede e di speranza, Con tanti generosi spirti, chiedenti invano Chi a redimere il patrio genio...
Page 13 - ... non Ŕ che un severissimo biasimo. ź Non Ŕ bello se non lÓ dove il soggetto riguardante il vero sorprende in esso certe immagini che paiono non giÓ la produzione casuale , irresponsabile di forze puramente fisiche, ma effetto premeditato di una causa pensante e operante esteticamente: se non lÓ dove l'artista sa...
Page 163 - E anche piegandomi a' suoi gesti, sfango malamente; sicchÚ smetto fra quattro mesi la mia impresa, vendo le scene per carta a peso, gli stracci in ghetto, e mi ritiro a vivere meschino meschino in un sobborgo. Si figuri se ho voglia di studiare parti nuove e di farne studiare ai miei Mirmidoni.
Page 163 - ... io le vedo sedute a filare pi¨ in su della luna. Ella avrÓ fatto una buona commedia, lo credo ; ne ho una mezza prova nella sua lettera; ma io stringo da un pezzo i miei argomenti in queste parole: Ó quoi bon?
Page 100 - Giambattista, sui 16 anni, Angiolina sugli otto, e Vincenzo sui tre. III. Che la mia famiglia non aveva per vivere che lo stipendio non lauto di mio padre. I medici, gli amici dichiararono subito l'assoluta, urgente necessitÓ di rinchiudere mio padre nel manicomio! II Duca Francesco IV, conserv˛ a mio padre lo stipendio,, ma colla condizione che la metÓ si desse al manicomio per le spese della malattia , l'altra metÓ alla famiglia. — La prima metÓ non bastava per le spese della malattia ,...
Page 101 - ... attraverso alla stoffa; e mi ricordo che spesso, alla mattina, vedevo le dita di mia madre fasciate sulle punte ; seppi poi che era l'ago che gliele feriva! Degli amici di mio padre mia madre non volle pi¨ ricevere nessuno: essa era giovine e bellissima: questi amici erano giovani anch'essi ; ed essa li preg˛ tutti di astenersi dal farle delle visite, che, per quanto innocentissime, potevano far nascere sospetti pericolosi per il buon nome di lei. Non venivano in casa che mio nonno , mio zio...

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