Parnaso italiano: Aminta, Alceo, Egle, Favole Teatrali del secolo XVI

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A. Zatta e figli, 1786 - Italian poetry
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Page 12 - La biscia or lascia il suo veleno, e corre Cupida al suo amatore : Van le tigri in amore : Ama il leon superbo : e tu sol, fiera Più che tutte le fere, Albergo gli dineghi nel tuo petto.
Page 12 - ... tuo petto. Ma che dico leoni e tigri e serpi che pur han sentimento? amano ancora gli alberi. Veder puoi con quanto affetto e con quanti iterati abbracciamenti la vite s'avviticchia a 'l suo marito; l'abete ama l'abete, il pino il pino, l'orno per l'orno e per la salce il salce e l'un per l'altro faggio arde e sospira.
Page 27 - I' vidi Celesti dee, ninfe leggiadre e belle, Nuovi Lini ed Orfei, ed altre ancora Senza vel, senza nube, e quale e quanta A gl'immortali appar vergine aurora Sparger d'argento e d'or rugiade e raggi E fecondando illuminar d'intorno. Vidi Febo e le Muse, e fra le Muse Elpin...
Page 21 - Amore aguzza l'intelletto!), mi sovvenne d'un inganno gentile, co '1 qual io recar potessi a fine il mio talento 1) : che, fingendo ch'.un'ape avesse morso il mio labbro di sotto, incominciai a lamentarmi di cotal maniera, che quella medicina che la lingua non richiedeva, il volto richiedeva.
Page 22 - II mio labbro di sotto, incominciai A lamentarmi di cotal maniera, Che quella medicina che la lingua Non richiedeva il volto richiedeva. La semplicetta Silvia, Pietosa del mio male...
Page 54 - Alla pianta era avvolto: e 1 suo bel cinto Che del sen virginal fu pria custode, • Di quello stupro era ministro, ed ambe Le mani al duro tronco le stringea : E la pianta medesma avea prestati Legami...
Page 17 - Sarà corto l' indugio: in breve spazio S' adira, e in breve spazio anco si placa Femmina , cosa mobil per natura , Più che fraschetta al vento , e più che cima Di pieghevole spica. Ma ti prego , Fa, ch...
Page 37 - In somma, tu sei goffo insieme e tristo. Ora, per dirti il ver, non mi risolvo se Silvia è semplicetta, come pare a le parole, a gli atti.
Page 28 - O bella età de l'oro, non già perché di latte sen' corse il fiume e stillò mele il bosco non perché i frutti loro dier da l'aratro intatte le terre, e gli angui errar senz'ira o tosco; non perché nuvol fosco non spiegò allor suo velo, ma in primavera eterna, ch'ora s'accende e verna, rise di luce e di sereno il cielo...
Page 29 - S'ei piace, ei lice. Allor tra fiori e linfe Traean dolci carole Gli Amoretti senz'archi e senza faci; Sedean pastori e ninfe Meschiando a le parole Vezzi e susurri, ed ai susurri i baci Strettamente tenaci; La verginella ignude Scopria sue fresche rose...

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