Parnaso italiano: ovvero, Raccolta de' poeti classici italiani, Volume 49

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Andrea Rubbi
A. Zatta e figli, 1790 - Italian poetry
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Page 277 - Metafisica luce Dopo di ciò il poeta, per propiziare ognora più il Dio, soggiunge che l'avvenire lascia sperare anche di meglio sul conto del filosofo: E dovrà questo Mortale egregio, a cui la vital salma Natura fabbricò di (del) miglior limo Immaturo perire! E perir quanta Egli ancor chiude nel divino ingegno Dovizia di saper che arricchir puote La nostra e quante più lontane e tarde Età verranno col girar dei tempi! Ma lasciamo in pace il Condillac e il suo poeta. Oltre il Condillac il piccolo...
Page 259 - ... Ludovico, il gran Torquato. Simile il primo a gran Città , che mostra Con armonia discorde uniti e sparsi Là Templi e là Teatri, e qui negletti Lari plebei , qui poveri abituri , Là vasti Fori e spaziose Piazze, E qui vicoli angusti , onde risulta Un tutto poi, che nelle opposte parti Ben contrasta e cospira, e vario e grande E ricco e bello ed ammirando appare . Simile l'altro a regal tetto altero...
Page 375 - Voglia de' nostri carmi al pio soggetto Stringere il grave Archilocheo flagello. Altra certo non move , altra il tranquillo Seno cura non turba a lui, che il volo Spiega sublime, e pel sereno Olimpo Va vincitor co' sommi Dei confuso : Mentre sfavilla per le bolge cupe Il dotto stil che richiamò sull'Arno Nell'aringo d'onor l'esali Muse.
Page 372 - E con occhio mortal beve l' immensa Luce perenne del divino aspetto, Che in fiume rapidissimo diffusa II vasto Empiro entro se stessa assorbe. Te dato a noi ne...
Page 258 - Elegia, che duci ed armi Grande osò risonar, però serbando Sempre ad Amor le sue ragioni intatte. Poi quando Italia mia mutò co' tempi Lingua e fortuna, alfin levando il capo Da la barbara notte, ove giacca, Ebbe i suoi gran Poeti. Ecco, di grave E robufta eloquenza eterno fiume, Dante, che vide i tre diverfi regni , E ne' colori, che il saper mescea Nel suo vtrtufto venerando fVile, Tutte ne rilevò le arcane cose. Ecco que...
Page 319 - Onde a noi scenda Argo novella un giorno : Queste di te , Signor , opere degne , E queste son degne d
Page 318 - Il grave Senofonte , attica Musa , Di Socrate uditore; egli che scrisse Quel che in Asia dettò Minerva a Ciro (*). Tali esempli seguire a te pur giova Sicuro non fallir , sublime il capo Oltre il basso tumulto , e il patrio bene Volgendo notte e dì nel cuor pensoso. La bella donna tua ricca di bella Prole , e del cinto a...

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