Parnaso italiano: ovvero, Raccolta de' poeti classici italiani, Volume 28

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Andrea Rubbi
A. Zatta e figli, 1787 - Italian poetry
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Popular passages

Page 93 - Orrida maestà nel fero aspetto Terrore accresce, e più superbo il rende. Rosseggian gli occhi, e di veneno infetto, Come infausta cometa, il guardo splende : Gl...
Page 36 - Raccolse gli occhi; andò nel vel ristretta Con ischive maniere e generose. Non sai ben dir s' adorna o se negletta; Se caso, od arte, il bel volto compose: Di natura, d'amor, de' cieli amici Le negligenze sue sono artifici.
Page 64 - Così di naviganti audace stuolo , Che mova a ricercar estranio lido, E in mar dubbioso, e sotto ignoto polo Provi l'onde fallaci...
Page 200 - Quegli a cui di me forse or nulla cale ; E rivolgendo gli occhi ove sepolta Giacerà questa spoglia inferma e frale, Tardo premio conceda a' miei martiri Di poche lagrimette e di sospiri.
Page 272 - Di ruine e d' orror s' empie e di lutto. Porta il Soldan su l' elmo orrido e grande Serpe che si dilunga, e 'l collo snoda ; Su le zampe s' innalza, e l' ali spande, E piega in arco la forcuta coda ; Par che tre lingue vibri, e che fuor mande Livida spuma, e che 'l suo fischio s' oda : Ed or ch' arde la pugna, anch' ei s' infiamma Nel moto, e fumo versa insieme e fiamma. XXVI. E si mostra in quel lume a' riguardanti Formidabil così l' empio Soldano, Come veggion nell' ombra i naviganti Fra mille...
Page 196 - ... poco è il desiderio, e poco è il nostro bisogno, onde la vita si conservi. Son figli miei questi ch'addito e mostro, custodi della mandra, e non ho servi.
Page 101 - D'auro ha la chioma, ed or dal bianco velo traluce involta, or discoperta appare: così, qualor si rasserena il cielo, or da candida nube il sol traspare, or da la nube uscendo i raggi intorno più chiari spiega, e ne raddoppia il giorno.
Page 189 - Così a mia vita combattuta e rea Qualche onesto riposo il ciel destine, Come in voi solo il cerco, e solo parmi Che trovar pace io possa in mezzo a l'armi.
Page 194 - Fuggì tutta la notte, e tutto il giorno errò senza consiglio e senza guida, non udendo o vedendo altro d'intorno, che le lagrime sue, che le sue strida. Ma ne l'ora che...
Page 92 - Chiama gli abitator de l'ombre eterne il rauco suon de la tartarea tromba. Treman le spaziose atre caverne e l'aer cieco a quel romor rimbomba: né sì stridendo mai da le superne regioni del cielo il folgor piomba, né sì scossa già mai trema la terra quando i vapori in sen gravida serra.

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