Parnaso italiano: ovvero, Raccolta de' poeti classici italiani, Volume 32

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Andrea Rubbi
A. Zatta e figli, 1788 - Italian poetry
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Page iii - Veneti» che possa, essere stampato , osservando gli ordini in materia di Stampe , e presentando le solite Copie alle pubbliche Librerie di Venezia, e di Padova. Dat. li io. Aprile 178*. ( Andre
Page 164 - La nostra speme , ancor per se ritolse. Ahi , che giammai non coglie D' un sol colpo fortuna ove fa guerra , E sol pianto e miseria alberga in terra ! Che dovea far ? donde sperar pietade ? Donde attender soccorso orbato e solo De l' uno e l' altro mio dolce parente ? Io che bisogno avea di scorta al volo, L' altrui regger convenni , e 'n verde etadc Vestir puro fanciul canuta mente.
Page 7 - 1 mondo infermo giacque, E virtù spense i suoi più chiari lumi; E le fontane ai fiumi Negar...
Page 164 - Stendea morte la man l' ultimo giorno , Che pose fine a la tua degna vita. Tacita e mesta al caro letto intorno, Priva d' ogni speranza e di consiglio Stava la tua famiglia sbigottita. Tu , che di tua partita Alto martir premei nel saggio core , Con fermo viso in parlar dolce accorto Pregavi al nostro duol pace e conforto.
Page v - Ch' un sol piacer m' apporte in tanti affanni, E non si vede mai perduta nave Fra duri scogli a mezza notte il verno Spinta dal vento errar senza governo, Che non sia la mia vita ancor più grave : E s' ella non si tronca a mezzo gli anni , Forse avverrà, pereb.
Page 249 - Vigor, ch'in tante e si diverse forme Tutto crea, tutto avviva e tutto pasce, Onde move, onde nasce? Qual fu '1 maestro a tanta opra conforme? Qual man di questo fìor le soglie pinse E gli asperse l'odor, la grazia e '1 riso?
Page 10 - M'impetri dal Signor appo sé loco. Ivi non corre il dì verso la sera, Né le notti sen van contra '1 matino; Ivi '1 caso non pò molto, né poco; Di tema gelo mai, di desir foco Gli animi non raffredda e non riscalda. Né tormenta dolor, né versa inganno; Ciascuno in quello scanno Vive e pasce di gioia pura e salda, In eterno fuor d'ira e d'ogni oltraggio.
Page 253 - ... più t'ascondi; Tu, che, quand'alma ha di tua luce vaghi 1 suoi desir, le scorgi al cielo il volo, Rinovata Fenice, a...
Page 150 - 1 sonno ogni animai ingombra. Il digiun poi si sgombra . ? . Per campagne feconde Di qual cibo più curi. E se di ber procuri , Con man cava lor fresche e lucid' onde Ti porgon liete e pronte Le vaghe ninfe ognor del vicin fonte.
Page 222 - Porto di libertà, specchio d' onore ; E tal, che chi di te nasce entro il seno, Paradiso terreno, Fa dubbiar qual fìa grazia in lui maggiore. O '1 nascer uom nel mondo , o 1' aver nido In sì felice e glorioso lido.

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