Parnaso italiano: ovvero, Raccolta de' poeti classici italiani, Volume 21

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Andrea Rubbi
A. Zatta e figli, 1785 - Italian poetry
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Page 121 - Achille fu, come è fama, né si fiero Ettorre; e ne son stati e mille e mille e mille che lor si puon con verità anteporre: ma i donati palazzi e le gran ville dai descendenti lor, gli ha fatto porre in questi senza fin sublimi onori da l'onorate man degli scrittori.
Page 120 - Son, come i cigni, anco i poeti rari, poeti che non sian del nome indegni; sì perché il ciel degli uomini preclari non paté mai che troppa copia regni, sì per gran colpa dei signori avari che lascian mendicare i sacri ingegni; che le virtù premendo, et esaltando i vizii, caccian le buone arti in bando.
Page 27 - La donna, cominciando a disarmarsi, s'avea lo scudo e dipoi l'elmo tratto; quando una cuffia d'oro, in che celarsi soleano i capei lunghi e star di piatto, usd con l'elmo; onde caderon sparsi giù per le spalle, e la scopriro a un tratto e la feron conoscer per donzella, non men che fiera in arme, in viso bella.
Page 122 - Da l'altra parte odi che fama lascia Elissa, ch'ebbe il cor tanto pudico; che riputata viene una bagascia, solo perché Maron non le fu amico.
Page 108 - Quivi ad alcuni giorni e fatti sui, ch'egli già avea perduti, si converse; che se non era interprete con lui, non discernea le forme lor diverse. Poi giunse a quel che par...
Page 109 - Altri in amar lo perde, altri in onori, Altri in cercar, scorrendo il mar, ricchezze ; Altri nelle speranze de' signori, Altri dietro alle magiche sciocchezze , Altri in gemme, altri in opre di pittori, ' Ed altri in altro che più d'altro apprezze . Di sofisti e d'astrologhi raccolto E di poeti ancor ve n'era molto.
Page 106 - Le lacrime ei sospiri degli amanti, l'inutil tempo che si perde a giucco, e l'ozio lungo d'uomini ignoranti, vani disegni che non han mai loco, i vani desideri sono tanti, che la più parte ingombran di quel loco: ciò che in somma qua giù perdesti mai, là su salendo ritrovar potrai.
Page 46 - Carlo che a' conforti Del buon Pastor fuoco in Italia ha messo; E in due fiere battaglie ha duo Re morti, Manfredi prima, e Coradino appresso. Poi la sua gente, che con mille torti Sembra tenere il nuovo regno oppresso, Di qua e di là per la città divisa, Vedete a un suon di vespro tutta uccisa.

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