Parnaso italiano: ovvero, Raccolta de' poeti classici italiani, Volume 17

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Andrea Rubbi
A. Zatta e figli, 1785 - Italian poetry
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Popular passages

Page 362 - ... rami. Ma deh! se in questa fronde odi il mio pianto, 385 senti la nobil cetra, quai doni a te dal Ciel cantando impetra: non curi la mia pianta o fiamma o gelo, sian del vivo smeraldo eterni i pregi, né l'offenda già mai l'ira del Cielo.
Page 6 - E' non è tanto il mormorio piacevole Delle fresche acque che d'un sasso piombano. Né quando soffia un ventolino agevole Fra le cime de...
Page 97 - L'ultima ancora, che la morte privi Di regina sì cara, e di sorella. Tu sai pur, ch' a ciascun, che vive in terra, E forza trapassar questo viaggio ; Però sopporta valorosamente L'aspra necessità de la natura. ERM. Ben conosch...
Page 19 - Ecco ch'i' ti son tolta a gran furore, né sono ormai più tua. Ben tendo a te le braccia; ma non vale, che indreto son tirata. Orfeo mio, vale.
Page 87 - Ma pure é grave mal senza dolore. Dio ti faccia di me più fortunato, E di tuo padre; a cui, se poi somigli Nel resto, forse non sarai da poco. E detto questo se lo strinse al petto, E lo baciò teneramente in fronte.
Page 51 - ... state lungamente offese : Chi per soverchie spese Ha visto il caro albergo impoverito ; Chi ne le rotte squadre, Lassa, v'ha perso il padre,' Chi '1 figlio, chi '1 fratello, e chi '1 marito; Chi s...
Page 49 - D'attender sempre mai quel ch'io prometto, Ed ho in odio colui, che dentr'al cuore Tien una cosa, e ne la lingua un'altra.
Page 57 - Per la necessità della fortuna. E poi con più ragione esser dovea Moglie di quello, a cui la diè suo padre, Che di Siface, a cui la diè il Senato. Oltre di ciò, pensando, e ripensando, Non trovava altra via da liberarla, Come promesso avoa ; però prendesse O questa, o l'esser serva de

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