Per chi suona la banana: Il suicidio dell'Unione Brancaleone e l'eterno ritorno di Al Tappone

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Garzanti - Literary Collections - 529 pages
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Si parte dal marzo del 2007, quando ancora la rubrica di Marco Travaglio sull’«Unità» si chiamava Uliwood Party: governava, traballando, Romano Prodi. Si arriva al settembre del 2008: la rubrica si chiama Ora d’aria e sgoverna, anzi risgoverna Silvio Berlusconi, riesumato e rianimato dagli errori del centrosinistra. Per chi suona la banana racconta con graffiante puntiglio e feroce amore per la verità i dodici mesi finali dell’Unione Brancaleone e i primi sei del Berlusconi III. Con cadenza pressoché quotidiana, Travaglio registra fatti e dichiarazioni del teatrino politico-mediatico, richiama i suoi protagonisti alle loro dichiarazioni (dove troppo spesso latitano coerenza e logica), denuncia storture e stupidaggini. È la pratica di un giornalismo che ha come linee guida la libertà e l’indipendenza – e infatti gli strali colpiscono imparzialmente a destra e a sinistra. Si tratta in primo luogo di informare, dando spazio anche alle notizie che un’informazione addomesticata cerca di far sparire, riportando alla memoria il passato e creando nessi illuminanti tra fatti e frasi in apparenza distanti. Un giornalismo di questo genere assume così un compito di controllo e verifica nei confronti dei Palazzi, un ruolo fondamentale per il buon funzionamento di ogni democrazia. Per chi suona la banana, come gli altri libri di Marco Travaglio, finisce dunque per portare alla luce alcune delle dinamiche profonde – e a volte desolanti – della recente storia patria. Solo da qui, tuttavia, solo acquisendo consapevolezza di difetti e storture, è possibile iniziare a cambiare, immaginare un paese e una politica diversi. Chi preferisce il pessimismo all’utopia può invece provare a ipotizzare, partendo da queste pagine, la prossima tappa del degrado. Ma intanto questo paese e questa politica, così come li racconta Travaglio, sono spesso (purtroppo!) più divertenti delle gag di molti cabarettisti.
 

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About the author (2010)

Marco Travaglio (Torino, 1964) ha iniziato la sua carriera nel settimanale torinese «Il Nostro Tempo» e poi con Indro Montanelli, prima al «Giornale» e successivamente alla «Voce». Ha collaborato con diverse testate, fra cui «Sette», «Cuore», «Il Messaggero», «Il Giorno», «L'Indipendente», «Il Borghese», «Repubblica» e «l'Unità». Oggi, oltre a collaborare con «L'Espresso», «MicroMega» e «A» è vicedirettore e editorialista de «Il Fatto Quotidiano», che ha contribuito a fondare nel 2009. È autore di numerosi saggi tra i quali Il processo (con Paolo Griseri e Massimo Novelli, 1997), L'odore dei soldi (con Elio Veltri, 2001), La Repubblica delle Banane (con Peter Gomez, 2001), Mani Pulite (con Gianni Barbacetto e Peter Gomez, 2002, n. ed. 2012), Bravi ragazzi (con Peter Gomez, 2003), Lo chiamavano Impunità (con Peter Gomez, 2003), Regime (con Peter Gomez, 2004), Intoccabili (con Saverio Lodato, 2005), Inciucio (con Peter Gomez, 2005), La scomparsa dei fatti (2006), Onorevoli wanted (2006), Le mille balle blu (con Peter Gomez, 2006), Mani sporche (con Gianni Barbacetto e Peter Gomez, 2007), Se li conosci li eviti (con Peter Gomez, 2008), Bavaglio (con Peter Gomez e Marco Lillo, 2008), Italia Anno Zero (con Vauro e Beatrice Borromeo, 2009), Papi (con Peter Gomez e Marco Lillo, 2009), Ad personam (2010) e Silenzio, si ruba (2011). Con Garzanti ha pubblicato Il manuale del perfetto impunito (2000), Bananas (2003), Montanelli e il Cavaliere (2004, nuova edizione ampliata 2009), Uliwood Party (2007), Per chi suona la banana (2008), Colti sul Fatto (2010) e BerlusMonti (2012). Tiene un blog, www.voglioscendere.it, a sei mani con Pino Corrias e Peter Gomez. Ha realizzato anche due spettacoli teatrali che hanno riempito le sale in tutta Italia: Promemoria e Anestesia totale (con Isabella Ferrari).

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