Poesie

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Dalla Nuova Tipografia, 1798
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Page 110 - O quanto è meglio scegliere Un fior di mezzo il prato! Sì, le fogliuzze ha tenui, Poca fragranza spande; Ma è delicato, è ingenuo , Se non robusto e grande.
Page 139 - Dall'arenoso margine Dal sasso al mar vicin, Più non vedrò il mattin Non più la sera. Addio. Se iberno turbine, Coll'arme d'Aquilon, Dell'umile magion Flagella il piede; Gl'incisi sassi a frangere Non mova il suo furor: Lunga d'un grato cor Far deggion fede. Addio. Se, allor che...
Page 138 - D'oro poi farsi, E numerava i fulgidi Solchi pel mar , pel ciel, Quai da mortaI pennel Non poti ritrarsi . Io di Vesevo sorgere Dalla montagna fuor Nell'ampio suo chiaror Cinzia vedea, E dall'alte vulcaniche Foci la fiamma uscir, Che il sommo orlo lambir Di lei parca. E vidi in manto argenteo I flutti tremolar, E l'ali ivi tuffar L'aura leggera.
Page 93 - E il don d'Itala cuna Pregio più che in estrania Terra non pregerei Don di regia fortuna. Se nacquer lungo il Nilo , Se Grecia le fe'belle, Nacquero, e s'abbellirono Sol per prender asilo Tra noi l'arti sorelle.
Page 140 - E spesso in parte scorgerti Da lunge ancor potran , Ma invan fra poco invan Ti cercheranno. Fra poco avranmi l'umide Ticinie valli, ea te Come non terran fe Gli Aonj modi? Sol d'una Dea sull'Adria Se al fianco io tornerò, Le tue mescendo andrò. Con le sue lodi. Non d'Isabella il flammeo Occhio dell' alma pien Su i liti di Tirren Splender potrebbe?
Page 49 - Diltator dell'Italico Parnaso, e fo preghiera Che errante contro voglia Fuor delle terre Aonie , Sotto la tua bandiera Me tra ,non molto accoglia : Me cantore di gelide Fontane, e pratei morbidi Negletto sì, ma vero; Me a tenui cose nato, Me dall'età più tenera Di Tibullo, e Gesnero Seguace innamorato.
Page 139 - L'ore felici! Oh il .più gentil fra i zefiri , Erra tra i cedri ei fior , E de" ben misti odor L'ale ti carca: E ne profuma l'aere Quando s'appressi qui, Dov'io l'accolsi un dì L'amica barca . Avvezzi, o bel Posilipo , Te gli occhi a vagheggiar , Te cupidi . a oercar Sempre verrà ano.
Page 48 - ... novella. Io pasco l'avid'anima Su i fogli, ove tu spargere Sapesti il fior più schietto Che in orti Achei si vanta ; Così soavi immagini Di peregrino aspetto; Suasion cotanta. E di mezzo al poetico Fulgore in bei caratteri Veggo il tuo nobil core, Come allora il vid'io, Che parlò sul lattifluo Tuo labbro in mio favore Dell'amistade il Dio. O Pindemonte! Italia Te pel cadente secolo Suo primo Vate noma, Te per l'età vicina; E...
Page 137 - E vidi i salsi umor D'oro poi farsi; E numerava i fulgidi Solchi pel mar, pel ciel, Quai da mortai pennel Non pón ritrarsi.
Page 118 - Nè alla rete io penserei, Se tu fossi come or sei Sempre tenera con me: Ma voi, Ninfe, al par dell'onda A cangiarvi usate siete: Troverommi senza rete, Senza barca e senza te.

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