Poeti giovani: testimonianze d'un amico

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R. Giusti, 1888 - Italian poetry - 122 pages
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Page 104 - È una mezz'ora che son qui al tavolino a tormentare la penna e il calamaio, e non m'è riuscito di trovare un principio conveniente. Sa? Mi par d'essere come uno di quei villani che trovandosi davanti a un gran personaggio diventan rossi come gamberi in padella, e balbettano non si sa che, passando il cappello da una mano all'altra.
Page 95 - ... fatta prefazione. A sentir lui, ben altre erano le ragioni del rifiuto: meditava nuove odi, che fossero insieme musica e poesia, con nuovi ritmi, con nuove combinazioni di parole ; il volume avrebbe dedicato Alla cascata del Niagara; e nella dedica doveva essere descritta, che dico ?, fatta sentire la cascata romoreggiante e fumante giù nello immenso precipizio.
Page 10 - ... arte. Pare impossibile ; ma allora a Pisa, fra gli studenti di filologia, il far versi o leggerli con ammirazione sembrava ostentazione retorica o ridevole puerilità. I Goliardi ruppero il ghiaccio della pedanteria scientifica ; e altri allora si sottrassero, per l
Page 102 - In quei giorni divorai ogni cosa con una eccitazione strana e febbrile, e mi sentii un altro. L'odio pe' versi scomparve come per incanto, e vi subentrò la smania della poesia.
Page 102 - Grazio, scarabocchiando una gran quantità di carta. Il professore di matematiche era disperato; non mi riusciva più di risolvere un'equazione anche delle più facili... Alla fine dell'anno raccolsi tutte le odi fatte in un quaderno, e le portai a casa. Tra le lodi degli amici (benedetti amici!) cominciai a credere di aver scritto de' versi degni di stampa, ed un bel giorno (Dio me lo perdoni!) diedi ogni cosa allo stampatore, e...
Page 101 - Nel novembre del 78, come le dicevo, tornando dalle vacanze autunnali mi fermai per tre o quattro giorni a Bologna. Avevo sentito parlare di Odi barbare, di realismo, di battaglie per l'arte; e un po' per curiosità, un po' perché gli elzeviri con le loro civetterie mi attiravano, comprai diversi volumi dal Zanichelli.
Page 101 - Sono un abruzzese di Pescara: amo il mio mare con tutte le forze dell'anima; e qui in questa valle, vicino a questo fiume polveroso, soffro un po' di nostalgia. Mi trovo in collegio da sei anni, e ne sono stufo quanto mai si può dire. Fino al novembre del 78 non avevo fatto un verso a garbo, e non mi ci sentivo proprio nato. La si figuri che, a quarta ginnasiale, obbligato...
Page 65 - ... pensieri, che pur troppo appariranno nuovi, e appartengono a una dottrina certo non nuova : alla dottrina di Cristo. Non se ne meraviglino quelli che, non è molto, hanno sentito lo scrittore stesso salutare con entusiasmo, come principio di rinnovamento, una scienza non abile ad oltrepassare la materia, cioè l'apparenza: se essi avessero saputo vedere il fondo di quell'entusiasmo, v'avrebbero trovato qualche cosa che la scienza non dà : il concetto religioso della vita considerata come dovere;...
Page 9 - tore degno di lei. Più studiosi di quanto nelle liete sere trascorse innanzi al fiasco nella bottega del buon Barile, essi stessi non si credessero, pieni di ardore per l'arte, riboccanti di sanità fisica ed intellettuale, i Goliardi ebbero il merito di provocare un risveglio efficace fra la scolaresca fiorentina, e, per consenso, anche fra la pisana.
Page 10 - ... abbondando i denari nelle loro tasche, ebbe vita soltanto in otto numeri. Ora, alla distanza di 29 anni, possiam dire che molte riviste più fortunate non valevano quella. La vita in comune di questi Goliardi adunati a Firenze, scriveva Guido Mazzoni (2), « fu una Boheme molto onesta, molto colta, molto allegra, ed ebbe nel Marradi un cantore degno di lei.

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