Regole e asservazioni di varj autori intorno alla lingua toscana [ed. by C.M. Carlieri].

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Page 5 - Su le scritture adunque , che parte furono dello .spazio di quei cento anni, delle predette regole il fondamento sarà da porre : e dove quelle ci abbandonino, parte dalle più lontane di quelle , se aver ne potremo , parte dalle più vicine , parte dall'odierno Popolo procacceremo il restante. Ed in tal caso e diligente lettura, e perfetto giudicio vorrà avere in colui, che a quell'opera debba dar compimento : poiché talora i preseuti , talor 1' antichità fia convenevole d
Page 2 - Secolo, e di parlare, e scrivere correttamente, n'è da molti dissuaso, e deriso, come dire: che non si debbono affettare certe stitichezze gramaticali; che più vago è lo stile de' moderni Romanzi; che è vanità lo imparar la Lingua materna; che si dee parlare, e scrivere con libertà; e che l'osservar...
Page 3 - Nacque ne' miglior tempi della latina lingua alcuna volta alcun dubbio dietro ad alcuna voce , o modo di favellare : e quei , che 1' ebbero , non alla plebe, o al popolo , ma per sentenza ricorsone a Cicerone.
Page 3 - ... lecito così dire), o cade in qualche barbarie, abbia a meritar le fischiate; e chi frequentemente erra nella sua lingua, non debba meritar peggio. Egli non ha dubbio veruno, che chi parla una lingua straniera dee compatirsi; ma chi parla male la propria non è capace di scusa.
Page 3 - Da chi si debbano e per iscrivere , e per favellare raccor le regole , e prender le parole nelle lingue , che si favellano , e che sono atte a scriversi , e speziai
Page 5 - Salviati sta parlando di lingua scritta; poco più sotto, egli dice che riguardo alla pratica del favellare, la lingua si deve cercare « d'apprenderla dalla voce del Popolo: dalla qual più n'appareremo in un anno, che non faremo in molti da...
Page 4 - Cesare, d'esser pro» poste all'uso ne' tempi che succederono. E questo per» ché ? Perché l' uso era piggiore, e per piggiore tenuto » eziandio da coloro che dentro vi dimoravano: sì come » per propria confessione nelle loro opere , che ancor » vivono, i più principali di essi renderon testimonianza.
Page 3 - ... a Cicerone. E altrettanto è da ^credere, che fatto avrebbono i nostri nel tempo del Boccaccio, cioè, che a lui , o ad altri , de* miglior di quel secolo, ne sarebbe tocco il giudicio. Se la favella , che si parla oggi in Firenze , da generai consenso fosse approvata per migliore, per più bella, per più corretta, che non fu quella, con la quale scrisse il Boccaccio, e col Boccaccio gli altri di quel1...
Page 5 - I' ufo , o più tofto 1' abufo degli altri . E perché i Trattati lunghi, o sbigottirono, o non così facilmente fi mandano alla memoria , me ne fono fpedito m gran brevità : Giovami di credere , che non fenza chiarezza , le...
Page 3 - Firenze, da generai consenso fosse approvata per migliore, per più bella, per più corretta, che non fu quella, con la quale scrisse il Boccaccio, e col Boccaccio gli altri di quell'età, e che allora da tutto il nostro popolo si favellava quasi comunemente; dal volgar de' moderni, non dall'opere di coloro, tor si dovrebbono le leggi della In quest'opera il S.

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