Rime oneste de' migliori poeti antichi e moderni scelte ad uso delle scuole dal ab. A. Mazzoleni

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Angelo Mazzoleni
1791
 

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第 16 頁 - 1 termi di' i' toccai pria ? Non è questo '1 mio nido, Ove nudrito fui si dolcemente? Non è questa la patria in ch'io mi fido, Madre benigna e pia, Che copre l'uno e l'altro mio parente? Per Dio, questo la mente Talor vi mova ; e con pietà guardate Le lagrime del popol doloroso, Che sol da voi riposo, , , Dopo Dio, spera: e, pur che voi mostriate Segno alcun di pietate, Virtù contra furore Prenderà l' arme ; e fia 'I combatter corto ; Che l'antico valore Negl' italici cor non è ancor morto.
第 345 頁 - Ma chi non ve la pone ? e, s' ei si trova Alla fine ingannato , è ben ragione. O ciechi, il tanto affaticar che giova? Tutti tornate alla gran madre antica, E '1 nome vostro appena si ritrova. 9» Pur delle mille un' utile fatica , Che non sian tutte vanità palesi, Chi 'ntende i vostri studj , sì me1 dica.
第 80 頁 - Or pompa e ostro e or fontana ed elee Cercando, a vespro addutta ho la mia luce Senza alcun prò, pur come loglio o felce Sventurata, che frutto non produce.
第 208 頁 - Virtù gli aprio ; quindi spiegò le penne, e luogo in Ciel fra gli altri Numi ottenne. Enea...
第 103 頁 - Ch'io cadrò morto a terra ben m'accorgo; Ma qual vita pareggia il morir mio? La voce del mio cor per l'aria sento: Ove mi porti temerario? china, Che raro è senza duol, troppo ardimento.
第 320 頁 - Chiome d'argento fine irte e attorte senz'arte, intorno ad un bel viso d'oro; fronte crespa, u' mirando io mi scoloro, dove spunta i suoi strali amore e morte; occhi di perle, vaghi, luci torte, da ogni obbietto...
第 234 頁 - Fe' dolce forza al Cielo. Al Ciel, da cui discende Gran messaggiero alato, Che d' aurea luce ornato, Tutto di luce accende Dovunque ei passa ; e insegna Ben di qual luogo ei vegna. O Verginella eletta, In te la grazia ha il regno ; Di sua salute il pegno Da te già il mondo aspetta : Pegno e parto felice Di te, gran Genitrice. Ella a quel dir le ciglia Grava d' alto stupore ; E picciol vaso è il core A tanta maraviglia.
第 236 頁 - L'altero nido, ov'io sì lieto albergo Fuor d'ira e di discordia acerba e ria, Che la mia dolce terra alma natia E Roma dal...
第 8 頁 - Piacciati omai, col tuo lume, ch'io torni Ad altra vita ed a più belle imprese; Sì ch'avendo le reti indarno tese II mio duro avversario, se ne scorni. Or volge, Signor mio, rundecim'anuo Ch' i' fui sommesso al dispietato giogo, Che sopra i più soggetti è più feroce.
第 469 頁 - ... s' accofta , E dice, or che le genti fi fon pofte A dormir tutte , io voglio ire alla ftalla A governar due beftie delle pofte, E quella cefta fè mettere in fpalla Ad un garz'on per farmi villania , E diflè , prefto avviati a trebbialla. Hai tu penfato , dico , a fatti mia, Dove vuoi tu, eh

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