Scelta di poesie castigliane del secolo XVI, Volume 1

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Page 286 - E di subito parve giorno a giorno Essere aggiunto, come Quei che puote Avesse il ciel d'un altro Sole adorno. Beatrice tutta nell' eterne ruote Fissa con gli occhi stava; ed io in lei Le luci fissi di lassù remote. Nel suo aspetto tal dentro mi fei, Qual si fe' Glauco nel gustar dell' erba , Che il fe' consorto in mar degli altri Dei.
Page 125 - Chi va lontan da la sua patria, vede cose da quel che già credea lontane; che narrandole poi, non se gli crede, e stimato bugiardo ne rimane: che '1 sciocco vulgo non gli vuoi dar fede, se non le vede e tocca chiare e piane.
Page 290 - Ettorre : sale ; s' accende ogni uom ; vinta e' la torre ; ma sasso spinge il vincitore al piano. Marte allora del Prode estinto in guerra circonda il crin di Lauro trionfale; Febo sul vate a lagrimar s...
Page 92 - Serpendo gia dai sassolini infranto , Temprato il flebil canto Col grato mormorio Del fuggitivo rio Doleasi il miserel sì dolcemente, Qual chi lungi non ha, ma vede e sente Quella crudel , che d/e' suoi mali è rea , E siccome presente Ragionando con seco le dicea. SALIZIO V. O più dura a...
Page 96 - E rotta^ fedeì ed a qual collo intorno Fai delle braccia tue dolce catena ? Chi le lagrime affrena, E qual cor mai di pietra. Or non si strugge , e spetra, # Che la cara edra mia da me si slaccia, Ed a muro novel tende le braccia. Nè ho più mia vite , che ad altr* olmo accanto Cupida a quel s* abbraccia ? Occhi , versate senza freno il pianto* * Spetrare vale ammollire, intenerire.
Page 43 - ... cuenta. Acuden fantasías : • Allí á llorar me tomo, De ver tanta flaqueza en tanta afrenta. Allí se me presenta La llaga del penar. Rácenseme mil años Las horas de mis daños. Por otra parte el siempre imaginar Me hace parecer Que cuanto he pasado fué ayer. Conti. Vo numerando i giorni, Ch...
Page 295 - Afan qui vegg'io'f tai meraviglie in carte Finger solevi, e questi or m'offre il vero. Ond'e, ch' emula ognor Ferrara illustre Del greco genio, del saper, de Forte , Yanta il...
Page 165 - L'empio tiranno ne' suoi legni fidando, a' quai dan volo le man de' nostri, incatenati ea forza fatti ministri delle sue rapine, a mille a mille i cedri ei pini eccelsi precipitò dai sommi gioghi, ed ebbe di premere ardimento i non suoi flutti, e por ne' lidi a noi soggetti il piede.
Page 35 - Amor, che d' ogni veroValor privi quaggiú l' anime forti, Fai servo il grande, e tutte umane sorti Cangi a tua voglia con sovrano impero. O profondo Ocean, che ricco, e altero Vai delle spogüe d' infinite morti; E pria sommergi, e al lido poi riporti, Né giamma'i serbi l' esser tuo primiero! O folgdr negli effetti novo, e strano , Che, dentro il core d' alta fiamma accende, E l' uom di fupr ne mostra integro, e sano.
Page 89 - Già del misero stato , in cui viss' io , E trarrò , lasso ! il viver che m' avanza , Altro da Fille guiderdon non voglio , Se non che nel mio viso il guardo alquanto Fermi a veder , come m...

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