Scritti di critica letteraria

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E. Loescher, 1889 - Italian literature - 239 pages
 

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Page 220 - La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua e conoscer i caratteri ne
Page iv - Io, quando il monumento vidi ove posa il corpo di quel grande che temprando lo scettro a' regnatori gli allòr ne sfronda, ed alle genti svela di che lagrime grondi e di che sangue; e l'arca di colui che nuovo Olimpo alzò in Roma a' Celesti; e di chi vide sotto l'etereo padiglion rotarsi più mondi, e il Sole irradiarli immoto, onde all'Anglo che tanta ala vi stese sgombrò primo le vie del firmamento; te beata, gridai, per le felici aure pregne di vita, e pe' lavacri che da' suoi gioghi a te versa...
Page 165 - Teneri sdegni, e placide e tranquille repulse, e cari vezzi, e liete paci, sorrise parolette, e dolci stille di pianto, e sospir tronchi, e molli baci: fuse tai cose tutte, e poscia unille, ed al foco temprò di lente faci; e ne formò quel sì mirabil cinto, di ch'ella aveva il bel fianco succinto.
Page 162 - Deh mira, egli cantò, spuntar la rosa dal verde suo modesta e verginella, che mezzo aperta ancora, e mezzo ascosa, quanto si mostra men, tanto è più bella. Ècco poi nudo il sen già baldanzosa dispiega: ecco poi langue, e non par quella; quella non par, che desiata avanti fu da mille donzelle e mille amanti.
Page 97 - Sotto quel sta, quasi fra due vallette, La bocca sparsa di natio cinabro : Quivi due filze son di perle elette, Che chiude ed apre un bello e dolce labro ; Quindi escon le cortesi parolette Da render molle ogni cor rozzo e scabro ; Quivi si forma quel suave riso Ch' apre a sua posta in terra il paradiso.
Page 171 - Del capo e de le schene Rodomonte la terra impresse; e tal fu la percossa, che da le piaghe sue, come da fonte, lungi andò il sangue a far la terra rossa. Ruggier...
Page 96 - E ch'indi tutta la faretra scarchi, E che visibilmente i cori involi: Quindi il naso, per mezzo il viso scende Che non trova l'invidia, ove l'emende. 13. Sotto quel sta, quasi fra due vallette, La bocca sparsa di natio cinabro...
Page xxiii - Erminia, sia sterilissima cosuccia in proporzione dello amore di Ruggiero e Bradamante, adornato di tutti i grandi avvenimenti che tra due amanti accader sogliono, cioè d'imprese eroiche e grandi scambievolmente tra loro trapassate. * Quivi si veggono le gravi passioni di gelosia, i lamenti, la saldezza della fede datasi e confermata più volte con altre promesse, gli sdegni concepiti e poi placati da una semplice condoglienza in una sola parola proferita.
Page 170 - Penso — risponde — a la città del regno di Giudea antichissima regina, che vinta or cade, e indarno esser sostegno 10 procurai de la fatai ruina, e ch'è poca vendetta al mio disdegno 11 capo tuo che '1 Ciclo or mi destina.
Page 79 - ... d'oro e di statue e di pitture piena; o come suoi fuor de la nube il sole .scoprir la faccia limpida e serena: così, l'elmo levandosi dal viso, mostrò la donna aprisse il paradiso.

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