Storia della letteratura italiana. [With] Indice generale, Volume 3

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Presso la Società tipografica, 1787 - Italian literature
 

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Page 107 - Queste e tante altre gloriose imprese del suo pontificate ne han renduto il nome immortale, e sempre ne renderan la memoria venerabile e cara a tutti coloro che del vero merito son saggi ed impartiali conoscitori. Storia della letteratura Italia na, t. iii. L. 2. Cave says Gregory was " Magnus a rebus gestis dictus,
Page 394 - Sed quia ad prsesens venire non possum, interim tibi de inveniendo ignoto cantu optimum dirigo argumentum, nuper nobis a Deo datum^ & utillimum comprobatum.
Page 18 - ... permetta il dirlo , che un animo mal prevenuto e troppo facile a credere il male , ove avrebbe piacer di trovarlo.
Page 70 - Var. epist. XIX. certamente quando Giustiniano pubblicò la Costituzione. Il Tiraboschi è invece del parere, che finchè i Goti regnarono in Italia « o vi sostennero la guerra contro ai Greci, la quale ebbe principio poco dopo la pubblicazione del Codice di Giustiniano, il codice di Teodosio continuasse a servir di norma e di regola nei giudizi. Ma dappoichè distrutto il regno de' Goti, F Italia ricadde in potere di Giustiniano, questi ordinò, che le sue leggi vi fossero ricevute e pubblicate.
Page 158 - Italia a tenervi scuola; in terzo luogo per ultimo che da Carlo Magno molti Italiani inviati furono in Francia a farvi risorger gli studi » (1n, p. 227-228). Il vescovo Teodolfo d'Orléans - sempre dei tempi carolingi - è "gloria...
Page 95 - Longobardi; sicché sembravano più pietosi i nemici che uccidevano i Romani, che i giudici della Repubblica, i quali colla loro malvagità, colle frodi, colle rapine gli opprimevano.
Page x - Anfelmo , di Pier Lombardo, di Graziano, e di tanti altri Scrittori Italiani, e io le trovo ben lungi, è vero, dall'antica eleganza ; ma iniìeme troppo ancora lontane dal poterti dir la lor lingua non più Latina, ma Italiana.
Page xii - ... armonia latina. I Romani e gli altri popoli italiani, che parlavan la lingua meno elegante, qual s...
Page iv - Dichiara persino, con un certo fastidio, di trattare brevemente l'argomento «perciocché io confesso, che a cotali ricerche di origini, di etimologie, di derivazioni, io ho una certa, comunque voglia appellarsi, o pregiudicata o naturale avversione, che non ho mai potuto ottenere da me medesimo di farne un serio, e attento studio»21.
Page x - Romani trailo fcriver de* dotti, e il parlare del volgo. Il volere tra loro introdurre , come alcuni han fatto , due lingue diverfe, ficchè la Latina non s' intendere, fé non da chi apprendevaìa nelle Scuole, è opinione troppo priva di ragionevole fondamento.

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