Studi danteschi

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G. C. Sansoni, 1891 - 538 pages
 

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Page 395 - era o pareva a lui Nave senza nocchiero in gran tempesta, Dante medesimo era — « stato legno senza vela e « senza governo, portato a diversi porti e foci e liti dal vento « secco, che vapora la dolorosa povertà ; » — ed era — « vile apparito agli occhi a molti, che forse per alcuna fama
Page 488 - cupidigia. A queste passioni per grazia divina, si sottrae, visitando con la scorta del simbolico Virgilio lo Inferno, per vedervi memorandi esempli delle colpe umane e dove conducano quelle passioni, che l'avevano fatto traviare. Tanto giù cadde, che tutti argomenti Alla salute sua eran già corti, Fuor che mostrargli le perdute genti. Questo primo concetto o disegno fu poi,
Page 376 - colto in tal compagnia e così mezzo brillo, vuole venirne alquanto con lui. • O figliuol mio, non ti dispiaccia, Se Brunetto Latini un poco teco Ritorna indietro e lascia andar la 'traccia. Dante gli risponde: che avrà carissimo l'accompagnamento; .... Quanto posso, ven preco; E, se volete, che con voi m
Page 368 - e buona immagine paterna Di voi, quando nel mondo, ad ora ad ora, M'insegnavate come l'uom s'eterna; E, quanto io l'abbo in grado, mentr' io vivo, Convien, che ne la mia lingua si scerna. — « Vedete! » — sclama qui chi ad ogni modo
Page 152 - per le parti quasi tutte, alle quali questa lingua» — intendendo della Italiana — « si stende, peregrino, quasi mendicando, sono andato, mostrando, contro a mia voglia, la « piaga della fortuna, che suole ingiustamente al piagato «molte volte essere imputata. Veramente io sono stato legno « senza vela e senza governo, portato a diversi porti e foci
Page 247 - 1 segno, Che segue '1 Tauro e fui dentro da esso. O gloriose stelle; o lume, pregno Di gran virtù, dal quale io riconosco Tutto, qual che sia, il mio ingegno : Con voi nasceva e s'ascondeva vosco
Page 518 - Eloquio, avea scritto : Secondo umano corso di natura A nullo amato amar perdona Amore. Ed il Guinicelli chiama Dante, altrove: .... il padre Mio e degli altri miei miglior, che, mai, Rime d'amore usar, dolci e leggiadre; ed, avendolo incontrato tra le fiamme
Page 152 - Poiché fu piacere de' cittadini della « bellissima e famosissima figlia di Roma, Fiorenzia, di get« tarmi fuori dal suo dolcissimo seno (nel quale nato e nu« trito fui fino al colmo della mia vita, e nel quale, con « buona pace di quella, desidero con tutto il cuore di ripo
Page 489 - e più la paura, ond' è sospesa L' anima mia, del tormento di sotto, Che già lo incarco di laggiù mi pesa. Confessa le sue gozzoviglie; e di averle prolungate un pezzo dopo la morte del suo compagno di bagordi, Forese^ Quanto alla lussuria, non ne
Page 474 - li copre di fioretti e d'erbe. Onde spesso disperava: ..,. ritorneranno i fiumi a' colli, Prima, che questo legno molle e verde S'infiammi, come suoi far bella donna, Di me, che mi torrei dormir su pietra Tutto il mio tempo e gir pascendo l'erba, Sol per vedere de'suoi panni l'ombra.

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