Studi sopra alcuni luoghi della prima cantica della Divina commedia, Issues 1-25

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Tip. Mailing edit., 1879 - 102 pages
 

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Page 95 - Se mai continga che il poema sacro, Al quale ha posto mano e ciclo e terra, Si, che m' ha fatto per più anni macro, Vinca la crudeltà che fuor mi serra Del bello ovile, ov' io dormii agnello Nemico a' lupi che gli danno guerra ; Con altra voce ornai, con altro
Page 76 - e si menai lor arte, Ch' al fine della terra il suono uscie. Quando mi vidi giunto in quella parte Di mia età, dove ciascun dovrebbe Calar le vele e raccoglier le sarte, Ciò che pria mi piaceva, allor m' increbbe, E pentuto e confesso mi rendei, Che
Page 14 - ultima salute. Ed io, che mai per mio veder non arsi Più eh' io fo per lo suo, tutti i miei prieghi Ti porgo, e prego che non sieno scarsi, Perché tu ogni nube gli disleghi Di sua mortalità co' prieghi tuoi, Sì, che il sommo piacer gli si dispieghi.
Page 89 - salir potiesi in quella vita ; Perché di questa in me s' accese amore. Fino a quel punto misera e partita Da Dio anima fui, del tutto avara ; Or, come vedi, qui ne son punita. Quel eh' avarizia fa, qui si dichiara In purgazion dell' anime converse, E nulla pena il monte ha più amara. Sì come I
Page 14 - infima lacuna Dell' universo insin qui ha vedute Le vite spiritali ad una, ad una, Supplica a te per grazia di virtute, Tanto che possa con gli occhi levarsi Più alto verso I' ultima salute. Ed io, che mai per mio veder non arsi Più eh' io fo per lo suo, tutti i miei prieghi Ti porgo, e prego che non
Page 76 - fiato : S' io credessi che mia risposta fosse A persona che mai tornasse al mondo, Questa fiamma starla senza più, scosse. Ma perciocché giammai di questo fondo Non tornò vivo alcun, s' i' odo il vero, Senza tema d
Page 23 - disiro Mosse Beatrice me del luogo mio. E se riguardi su nel terzo giro Del sommo grado, tu la rivedrai Nel trono che i suoi merli le sortirò. Senza risponder gli occhi su levai, E vidi lei, che si facea corona Riflettendo da sé gli eterni rai.
Page 24 - Già per me stesso tal qual ei voleva. Che la mia vista, venendo sincera, E più e più entrava per lo raggio Dell' alta luce, che da sé è vera. Da quinci innanzi il mio veder fu maggio Che il parlar nostro, eh' a tal vista cede, E cede la memoria a tanto oltraggio. Qual è colui, che sommando vede,
Page 53 - è fatta la toccata norma. Nell' ordine eh' io dico sono accline Tutte nature per diverse sorti, Più al principio loro, e men vicine. Onde si muovono a diversi porti Con istinto a lei dato, che la porti.
Page 77 - lebbre; Così mi chiese questi per maestro A guarir della sua superba febbre ; Domandommi consiglio, ed io tacetti, Perché le sue parole parver ebbre. E poi mi disse : Tuo cor non sospetti ; Finor t' assolvo ; e tu m'insegna fare Sì come Penestrino in terra getti. Lo

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