Sulla pietosa morte di Giulia Cappelletti e Romeo Montecchi: lettera critica

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Alvisopoli, 1824 - 37 pages
 

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Page 16 - Cappelletti ? Ed in fatto mentre il poeta era in Verona non mettevano forse costoro le mani nel sangue l'uno dell'altro ? E Giulietta e Romeo non avevano forse in quell'anno medesimo accresciuta la sciaurata celebrità dei lor fatti ? Che non dovea dunque dire al cuore d'Alberto il solo verso — fieni a veder Montecchi e Cappelletti ? Dovea forse il poeta entrare in un esteso racconto, quando il solo vieni a veder era proprio un chiamarlo a quello stesso sepolcro di Giulia, al quale accorreva in...
Page 13 - Romeo , ricopiò ( ossia trasforfhò alla maniera del Carli ) il racconto del Dalla Corte ; dopo di che, appostavi una tal quale obbiezione sua propria, e considerata la singolarità del fatto, si fece a conchiudere in ultimo: che debbasi farne conto come di Novelletta da intrattenere le semplici vecchierelle. Venne più tardi il Moscardo, ed egli ne tacque del tutto. Al racconto dunque del Dalla Corte, la cui fede storica è stabilita più sopra, noi moderni, tutto raccogliendo, non possiamo opponere...
Page 5 - ... monumenti superbi della romana grandezza. Egli fu anzi mestieri guarentirlo al pari di questi, onde serbarlo all'affetto dei posteri, ai quali lo si rapiva dai molti che, staccandone le particelle, amavano legarle in oro e formarne anelli amorosi. Non sono pochi per altro coloro i quali tengono, che questa generale e perenne tenerezza del nostro cuore...
Page 27 - Corte, per quello appartiene allo sviluppo di questa vera tragedia ; prevaluto essendomi, com' era debito, delle circostanze ragionevoli che ho trovato negli altri due, quasi contemporanei scrittori, dei quali vi ho parlato a principio (5). Vicino dunque al termine del mio scritto, io la ragiono a tal modo. O si vuoi negare il fatto, o le sue circostanze. Se il fatto ; tutte le regole della critica, sulla forza della tradizione e dei monumenti storici, costringono, per quanto ho detto, all' affermativa....
Page 10 - ... storico nel suo ristretto racconto non disse abbastanza, dall'altro i novellatori, a malgrado della loro romanzesca amplificazione, hanno conservato molto a supplirlo. Frattanto dal Panvinio in sino al suddetto Carli non abbiamo per primo storico di questo fatto se non che esso Dalla Corte, il quale è già tenuto dal gran Maffei per accurato in quello che aspetta l'aver consultato le cronache antiche, tante delle quali non ponno essere arrivate agli scrittori di quasi due secoli dopo. E sebbene...
Page 19 - L'uomo del maggior credito nella città , colui che frequentava nella casa d' entrambi, era un frate Lorenzo da Reggio, persona dotta ed esperta, il quale udiva le confessioni e regolava gli affari di tutti. Romeo corre a lui, gli manifesta ogni cosa, e fra Lorenzo non solo l'accoglie e...
Page 11 - Il perchè, tutte queste cose dirittamente considerate, non sarebbe che irragionevolezza il dipartirsi dal Dalla Corte, ed il negare di peso un fatto, di cui, nel lib. X, egli prende a scrivere non tanto come di cosa vera, ma come di fatto notorio, e il principale che sia accaduto nel i3o3, quando Angelo da Reggio era il podestà di Verona. Stabilita per questa forma la fede al Dalla Corte, ed il modo di usarne ; la terza cosa da notare è, che o parlisi del silenzio degli scrittori prima di lui,...
Page 6 - ... infelici amanti si debba credere assai più nutrita dal prestigio delli romanzi, e delle opere di poesia e di pittura, le quali ne usurparono l'argomento ; che non dalla certezza di un caso, il quale avrebbe dovuto appartenere alla santità dell' istoria. O consultino in fatti gli annali, o ne cerchino le reliquie, o ne leggano le novelle, essi non vi trovano che implicanze da non poter sciogliere, e per essi tutto aiuta la tenera fiducia, che nasce in cuore di ognuno alla visita di quella tomba,...
Page 24 - A questo luogo potrebbe alcuno desiderar di sapere quale possa essere stata questa bevanda. A me pare invece, che bastar ci debba il sapere di certo, che fra Lorenzo, in tempi ne' quali pur troppo ne sapevano di veleni e bevande letali più che a...
Page 9 - Poemetto,la prima fede è dovuta certo allo storico, il quale non abbisogna nè dell'amplificazione né dell' artifizio del novelliere e del poeta. Che per altro dove lo storico si accorda nella sostanza ancora con questi , è ben fatto , viceversa, spiegar con essi lo storico , quando per la maggiore sua brevità non fosse dato pienamente d

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