Teatro italiano antico, Volume 8

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si vende in Livorno presso T. Masi, 1789 - Italian drama
 

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Page 160 - Sì dicono i testi venerei, i quali allegano assai mogli che, per esser fate, convertono i mariti in cervi e gli amanti in somari; e in quanto a lo interesso di me che ho la elezione di potermi trasfor* mare d'uomo in tauro, in ariete o in capricorno, do a la cagione di ciò titolo di maga.
Page 19 - Che di' tu d'alcuni, che non solamente dicono ogni sporcarla in presenzia de le mogli, ma cercano anco di fargliene ? PAPA. Infornaciagli Giustizia. DRUDA. Mi getto via nel rammentarmi di certi, che pompeggiano con il danajo, che cavano da gli amici de le mogli. PAPA. Io divento de l'altro mondo. DRUDA. Eccone una non tenere cosa , che mangi, ne lo stomaco ; eccone un'altra...
Page 132 - Chietino: Tu di' il vero, ma... Mezzoprete: Che vuoi dir ma? Sfratato: Che ne pigli la briga tu. che frappi in bravo. Mezzoprete: Una favola istimo il pormi col petto in su la sponda di questa fossa, stendendo giù le zanche: oimè, aiuto, aiuto! Mi tira giù per una gamba con tuttadue le mani. Sfratato: Patris et filio et spirito!
Page 113 - ... in un tratto, se ne congratula e co i denti e con le gengive e col palato. A la fine recatosi la persona in su le gambe, il corpo in su la bocca, la bocca in su la sete, e la sete in sul guazzabuglio da la volontà del berselo tutto tutto tutto, acconcia la gola in le canne, e le canne in la gola si manda avalle da senno.
Page 144 - ... alfine dal marito savio, dal marito accorto, dal marito esperto. Ecco, le donne sono fatte da la natura a similitudine de le piante : in ciò dico pur perchè...
Page 113 - Allora diceva colui, che si debbe venir via con il calice traboccante con la destrezza del niente ispargerne, perchè tante gocciole , tanto sangue , beccandone suso un sorso con due scoppiar di labbra, con quel torcere di grifo e quello alzar di ciglio, che fa segno de la solennità de la bevanda, che ribevuta...
Page 84 - ... cosa che, a farla bene, ci si richiede destrezza, accortezza, fortezza, leggerezza e cavezza poi per gli sciagurati, solea dire il prelato del porta inferi. BOCC. Dunque di mercatante devo diventar ladro? LADRI. Tu non muti mestiero. BOCC. Son ladri i mercatanti? LADRI. Sì, perchè in ogni arte è ladreria : in chi vende, in chi compra, in chi baratta, in chi mercata, in chi scrive, in chi legge, in chi serve, in chi è servito; et altra i mugnai et i sarti, solo i Signori, che non rubano, ma...
Page 154 - ... Tessa, da qui innanzi sarai il desiderio de la Immortalità, che mi ho creduto acquistar filosofando. TESSA. Qualche volta del male esce il bene. M. PLAT. Meritano le mogli scettro di mariti, e corona di beatitudine : imperocchè tutti gli inganni, e tutte le altezze, e tutte le iniquità loro sono annullate dal tormento, che le affligge ne le gravidanze, con la giunta de le angoscio di quelle doglie che le dismembrano nel volersene uscire le creature del ventreTESSA.
Page 142 - ... del suo esser passione in l'anima sensitiva, salvo la pace de la dilettazione intellettuale, che non fa patire lo intelletto amante, penso godermi di quella donna di cui ha goduto altri, mentre ho atteso a farneticare del bello intelligibile, e non del buono palpabile.
Page 15 - Lucifero quanto a me ingoirsi (2) tutti gii assassini, che fanno l'arte matrimonia. Eglino con prediche da romiti mettono nel cielo ogni sgraziato, che la cerca; e giorneando col giuracchiare le virtù, che mai non ebbe, isforzano a credere, che non giuoca, che non taverneggia, che non bestemmia, che non...

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