Tradizioni italiane per la prima volta raccolte in ciascuna provincia dell' Italia e mandate alla luce per cura di rinomati scrittori italiani, Volume 2

Front Cover
Stabilimento tip di A. Fontana, 1847
 

What people are saying - Write a review

We haven't found any reviews in the usual places.

Other editions - View all

Common terms and phrases

Popular passages

Page 675 - Se tu riguardi Luni ed Urbisaglia, Come son ite, e come se ne vanno Diretro ad esse Chiusi e Sinigaglia: Udir, come le schiatte si disfanno, Non ti parrà nuova cosa nè forte, Poscia che le cittadi termine hanno.
Page 558 - E almeno a me non mancherebbe l' animo di terminare insieme il regno e la vita, con quella gloria che si conviene a un re giovane, disceso per lunga successione di tanti re , e all' espettazioue che insino ad ora avete tutti avuta di me. Ma, perché queste cose non si possono tentare senza mettere la patria comune in...
Page 558 - ... che insino ad ora avete tutti avuta di me. Ma, perché queste cose non si possono tentare senza mettere la patria comune in gravissimi pericoli, sono piuttosto di cedere alla fortuna deliberato, e di tenere occulta la mia virtù-, che, per sforzarmi di non perdere il mio regno, esser cagione di effetti contrarii a quel fine per il quale io aveva desiderato d
Page 736 - Ginevra appena si vide risorta, cadde in ginocchio, e benedisse al Padre delle Misericordie. Oh! come gli parve bella in quel momento ogni cosa! e mite l'aria, e cara la notte, e dolce quel vasto silenzio! Taluno che scorse un'ombra biancovestita aggirarsi di notte sul cimitero, mutò cammino, facendosi il segno di croce. Ginevra, estimando compiuta la durissima prova, per la più corta via, cioè per quella che rasenta la compagnia della Misericordia, e che poi da codesto caso ebbesi il nome della...
Page 558 - Francia, e perché possiate farlo senza macula dell'onore vostro, v'assolvo liberamente dall'omaggio e dal giuramento che pochi dì sono mi faceste; e vi ricordo che con l'ubbidienza e con la prontezza del riceverlo vi sforziate di mitigare la superbia naturale de
Page 558 - ... imperio loro vi riuscirà benigno, da me non riceverà giammai questa città né questo reame travaglio alcuno. Consolerannosi per il vostro bene le miserie mie, e molto più mi consolerà se io saprò che in voi resti qualche...
Page 557 - Non ha permesso l'infelicità della casa nostra che io possa ricórre questo frutto molto più onorato che l'essere re, perché il regnare depende spesso dalla fortuna ma l'essere re che si proponga per unico fine la salute e la felicità de' popoli suoi depende solamente da se medesimo e dalla propria virtù.
Page 557 - Dio e tutti quegli a' quali sono stati noti per il passato i concetti miei, che io mai per cagione alcuna tanto desiderai di pervenire alla corona quanto per dimostrare a tutto il mondo gli acerbi governi del padre e dell'avolo mio essermi sommamente dispiaciuti, e per riguadagnare con le buone opere quello amore del quale essi per le loro acerbità si erano privati. Non ha permesso l...
Page 402 - Deh peregrini che pensosi andate, forse di cosa che non v'è presente, venite voi da sì lontana gente, com'a la vista voi ne dimostrate, che non piangete, quando voi passate per lo suo mezzo la città dolente, come quelle persone che neente par che "ntendesser la sua gravitate? Se voi restaste per volerlo audire, certo lo cor de' sospiri mi dice che lagrimando n'uscireste pui.
Page 184 - Fatemi vaso d' una rabbia immane : Ingrossate il mio sangue, e del mio seno Non lasciate a pietade aperto un varco, Sicchè visita sua me non iscuota Dal mio fiero proposto, o tregua induca Fra il pensiero e l'effetto. Entrate, entrate Nel femmineo mio petto, e del mio...

Bibliographic information