Tragedie di Giambatista Niccolini

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Tip. Cardinali e Frulli, 1827
 

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Page 6 - Serve Filippo in trono, e parte alcuna Non ha di re; ma il Castiglian superbo, Questo eroe del servaggio , espugnar gode Ogni libera gente, e dar catene \' Allo stesso pensiero. Italia giace Dall
Page 38 - Angiol di Dio Quella parola che non vien dal core Nel suo libro non scrive, o scritta appena, La cancella col pianto. Teresa Oh ciel, che dici ! Vorresti tu farmi proscritta, errante, Disonorata? Se ti prese oblio Delle virtù che amasti, in me rispetta Teresa Contarini. Antonio Ahimè! dovevi Tu chiamarti cosi!..,. Perdona; un solo Istante io m'obliava: un' alma ardente Io chiudo in sen; mi punirò.... Saprai Quel che far dee chi t
Page 39 - Trovar nel loco ov'eri: e s' alcun dolce Ebbe il cor tristo, io ti chiamai: credea Al mio fianco mirarti; in ogni parte Sempre io ti vidi, e ti facea più bella. Io spesso errando degli elvezj monti • Sull'ardue cime, più di te pensava Allor ch' io più m' avvicinava al cielo. Nel mesto vaneggiar de...
Page 28 - Quest' ora di silenzio al core afflitto ! Ha le sue gioie anche il dolore . . . Ascolto Un suon funebre, un mormorio lontano . . . MATILDE Rotta dal vento nell' adriaco lido Sempre è l' onda del mare , e par che pianga ; Limpida è la laguna, ea specchio siede Dei marmorei palagi.
Page 56 - E quale? Cassandra Un figlio Simile a te; che ardisca, e tremi, e sia Empio per la pietà, che non s' appelli Innocente, nè reo, che la natura Vendichi, e offenda....
Page 23 - Scrivere anche il sospiro : ove dispieghi II vizio le sue pompe, ognor presente Vegli la nostra cura: hanno i piaceri II lor delirio; si discende allora Negli abissi del core: un solo istante Scopre gli arcani di molti anni, e tutto Si sorprende il pensiero. A noi si affida Un immenso poter; molti ha segreti, Molti ha...
Page 26 - L'anima atroce: nel suo cor non entra Debole affetto, e farlo reo potrebbe Non molle vizio, ma viril delitto. Crudel, perchè infelice, a tutti io bramo Toglier la pace che non ho. Si vada ; Ma su costei vegli il pensiero. SCENA V. MATILDE, TERESA, ANTONIO FOSCARINI di dentro.
Page 27 - Nel vel raccogti; alla fedele ancella Le stanche tue membra abbandona: è dolce Questo peso per me. Nelle segrete Stanze tornar ti piace? or l'egro corpo Riposo avrà nel coniugal tuo letto....
Page 36 - Misero! forse Troppo dissi alla figlia.... Ah ! che tu sola Salvar mi puoi colle richieste nozze Dalle prigioni crudelmente arcane, Dai.... — Pel temuto nome un sudor gelido Nelle membra mi corse, e vidi il padre, Di quel carcere orrendo al dubbio lume, Quel pan che getta una pietà crudele Prono cercar, mentre gli suona a tergo La seguace catena, e poi nell' ombre Fra l'ossa delle vittime insepolte, Trarsi piangendo al doloroso letto, Brancolar fra quell'ossa, e maledirmi.
Page 52 - Dell' antico furor gli ardea negli occhi. Cosi li volse nel funesto sdegno Contro il figlio d' Atreo. Tu, prole ingrata, Tu, grida a Pirro, mi contrasti onore Invano. Trema, l'ostia io scorgo, il ferro A me promesso. II sacerdote, il sangue Sa Polissena. — Allor vermiglia luce Dall'armi sfolgorò, maggiore, immenso Torreggiò Achille sulla tomba, ascose Fra i lampi il capo, fra le nubi, e sparve.

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