USI E COSTUMI CREDENZE E PREGIUDIZI DEL POPOLO SICILIANO RACCOLTI E DESCRITTI

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Page 230 - D'Angelica il fratel, che son queir io : Dietro all'altre arme tu mi promettesti Fra pochi dì gittar 1" elmo nel rio. Or se fortuna (quel che non volesti Far tu) pone ad effetto il voler mio, Non ti turbar; e se turbar ti dèi, Turbati che di fé mancato sei.
Page 251 - Già su pe' canti aveano veduti i cartelli dipinti ; che son mascheroni fatti col granatino, e figurano i Reali di Francia in lotta coi giganti e coi draghi alati ; o Astolfo sul!' ippogrifo, o Rodomonte che duella con Rinaldo, o Marfisa che s'accapiglia con Bradamante, od Orlando che contro una frotta d'assassini abbranca un lastrone di macigno, e ... il grave desco da sé scaglia Dove più folta vede la canaglia.
Page 151 - Carlomagno gli spiattella chiaro e tondo che egli vuoi esser compensato de' servizi resigli in tutta la impresa , nella quale riuscì persine a far morire Angelica. Carlomagno ne maraviglia, ma pure accondiscende. Malagigi chiede per suo cugino Rinaldo il presente di sette pese d'oro; Carlomagno le crede troppe; Gano dice che ne aggiunge altre due lui , memore di essere stato liberato da Rinaldo. Rinaldo finge di sbagliare nella somma e cresce il numero delle pese, che porta a dodici. Carlomagno...
Page 265 - Riandando su' ricordi cavallereschi fin qui passât! a rassegna, chiaro si vede che solo la splendida epopea carolingia è quella che tra noi ha favore e diffusione per via di rappresentazioni teatrali, di racconti, di poesia, di tradizioni topografiche e paremiografiche. Le leggende del ciclo brettone mancano quasi del tutto. Eppure esse trovarono, più che non si pensi ora, tanta popolarità nei .secoli passati quanta ne han forse ai dl nostri le leggende carolingie.
Page 280 - Mutarono i gusti, ma l'uomo rimase sempre quel desso, e del pari che allora, oggidì mai non è sazio di vedere rappresentati quei sentimenti che gli stanno nel cuore. Quindi è che siccome nei giuochi si rivelano più manifeste le tendenze dei fanciulli, così ci è d'uopo ricorrere ai libri destinati a sollievo dell' animo, se vogliamo acquistare perfetta conoscenza dei costumi e dei sentimenti di un' età '.
Page 192 - ... che l'Arcivescovo Turpino. Gli esce di bocca un fiume di eloquenza, un diletto, un sapore che incanta e commuove i cuori niente teneri degli uditori. Ora li vedete silenziosi, immobili come a una melodia di Bellini, ora scoppiare in grandi scrosci di risa , in esclamazioni di sdegno e di maraviglia, e agitarsi come se scossi da un ardore febbrile.
Page 247 - un vi la voli dari (dice che non vuoi darvi sua figlia) ; e torna indietro. Re Pipino scatta come molla, e sbuffando ira da tutte le parti, chiama a vendetta i suoi. Un suo nuovo messaggio reca la dichiarazione di guerra al temerario re del Portogallo, il quale pronto alla sfida, s'avanza bellicoso con la schiera.
Page 266 - Ab insequente ministro per montis ardua praecipitiaque quaesitus nec inventus, timore pedissequo succrescente, circa montis opaca perquiritur. Quid plura? arctissima semita sed plana est inventa; puer in spatiosissimam planitiem jucundam omnibusque deliciis plenam venit, ibique in palatio miro opere constructo...
Page 201 - ... lamenti del Lanza venne a pregarmi di raccontare io il conto ; e tra il sì e il no, mi persuase ; ed io ci andai, avendo avuto le sedie necessarie anche da lui. Il primo giorno, non me ne dimenticherò mai più, fu l'indomani di S. Rosalia [16 Luglio), e guadagnai 34 grani [cent. 72), e mi sfacciai la prima volta.
Page 197 - ... e come, gli faceano quadrato; e Rinaldo, sul nudo terreno, movendo sempre, e non mai alternativamente, le braccia e pur sempre ritto della persona, mandava innanzi la sua storia preoccupato forse più del pensiero di dover andare a cioncare che della responsabilità del racconto.

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