Un cumulo di bugie

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Gangemi Editore spa - Poetry - 130 pages
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La sinceritÓ letteraria spesso Ŕ una maschera. Come l’umiltÓ. Che avrebbe detto Manganelli, menzognero manipolatore di tante splendide rapinose veritÓ, di questo inafferrabile erede? Con la sua metaforica prosa fitta, policroma, intarsiata (quasi un territorio minato), Ghirardi Ŕ capace di provocare un personalissimo capogiro letterario, a base di riferimenti filosofici e dotti, ricordi di giovinezza e anche slanci espressivi di un linguaggio parlato, rivelatori di come l’uso del linguaggio potrebbe essere infinito come Ŕ infinito l’abisso. E, tutto sommato, l’autore si dimostra padrone di questo abisso. Giovane o anziano che sia, l’autore Ŕ lungi da una resa a consolidate classificazioni critiche. La forza della grande tradizione in lui si fonde, totalmente e continuamente, con uno sperimentalismo che pu˛ far impallidire anche il pi¨ cocciuto avanguardista-provocatore-progressista nemico di ogni memoria. L’arma di Ghirardi Ŕ il ricordo – mai imbevuto di malinconica nostalgia o commosso rimpianto. L’autore lo scaglia prepotentemente davanti a se appunto come un’arma, un’accetta con cui affilare il velo tra il presente e il futuro, in barba a tutti i romanticismi e crepuscolarismi... Ghirardi, e lo diciamo con rispetto e affetto, Ŕ deliziosamente perfido. Pi¨ lo leggiamo, e tentiamo di orientarci nel suo percorso, pi¨ ci sembra di capire che lui sorride smaliziato da qualche parte, con indubbia autosufficienza dovuta alla consapevolezza del mandato poetico e segreto che lo investe. [dalla prefazione di Renato Minore]
 

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