Un principe mercante: studio sulla espansione coloniale italiana

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Fratelli Bocca, 1900 - Italians - 315 pages
 

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Page 220 - Che se la voce tua sarà molesta Nel primo gusto, vital nutrimento Lascerà poi quando sarà digesta. Questo tuo grido farà come vento Che le più alte cime più percuote: E ciò non fa d
Page 13 - ... nell'Argentina vivrà una repubblica popolata da italiani, dove i discendenti degli italiani, occuperanno le più alte cariche pubbliche e private, e donde si dipartirà per l'Italia una fiumana immensa di merci ed una corrente inesausta di traffici, dovranno, meravigliando, riconoscere di trovarsi dinanzi ad un nuovo fenomeno storico creato dalla iniziativa intraprendente e dalla tenace laboriosità di quei poveri Paria che adesso aspettano laceri e trepidanti la partenza del piroscafo sulle...
Page 19 - Il nostro paese ha bisogno che i possessori del capitale non oziino, contenti del quattro per cento fornito dai titoli di consolidato o dai fitti terrieri, garantiti dal dazio sul grano, ma si avventurino in intraprese utili a loro ed alla nazione intiera.
Page 14 - La folla muta, indistinta dei contadini analfabeti, dei braccianti rozzi e dei saltimbanchi, ludibrio del nome italiano all'estero, sta trasformandosi in un esercito disciplinato il quale muove compatto sotto la guida di capitani e di generali alla conquista di un continente.
Page 163 - ... delle nazioni creditrici; poi perché era ragionevole che i capitali, anche se scarsi, accorressero nelle zone ove potevano ricavare una maggiore remunerazione. Si sarebbe riconquistata così « la posizione che fece la fortuna delle città italiane dell'evo medio: la funzione di banchieri intermediari, i quali lasciano sfruttare altrui una parte del proprio territorio per potere, coi capitali così liberati, utilizzare con maggior profitto territori vergini stranieri
Page 163 - Nulla, meglio di queste parole dell'Einaudi (op. cit., p. 163), sta a indicare la febbre di guadagno e lo spirito d'intrapresa di certi ambienti industriali di fronte all'avventura coloniale e ai lontani mercati : « Lasciamo pure, del resto, che i capitali stranieri vengano, paghi di un tenue guadagno, in Italia a sussidiare imprese ed a svolgere energie inutilizzate. I capitalisti italiani non debbono lasciarsi attirare dall'illusione patriottica di riscattare il debito pubblico dei detentori stranieri,...
Page 167 - Lanzap o un morbo morale, come fn detto da un uomo politico meno di lui illustre. Noi abbiamo amato di favorire, per ragione di sicurezza, l'uscita degli elementi peggiori. I giornali han fatto a gara a raccontare gli orrori dei paesi lontani; coloro che partivano erano seguiti da commiserazione, se non da avversione. La grande opera è stata compiuta silenziosamente, senza aiuto, anzi contro il volere e le aspettative. I paesi del Piata fecondati da noi.
Page 18 - ... l'incarnazione viva delle qualità intellettuali ed organizzatrici destinate a trasformare la piccola Italia attuale in una futura « più grande Italia », pacificamente espandenteil suo nome e la sua schiatta gloriosa in un continente più ampio dell'antico impero Romano.
Page 168 - La illusione è la vanità dei deboli; ma la fiducia in sé medesimi, come diceva Beaconsfield, è la caratteristica delle razze che si elevano. Se noi oseremo, la lingua e il nome d'Italia si ripercuoteranno fra qualche decennio, non odiati, non derisi in un continente immenso, ove l'avvenire più grande è per noi, dove troveremo quella ricchezza e quella potenza, che abbiamo invano e con altri mezzi cercate altrove.
Page 168 - L'Italia si trova ora in uno di questi momenti tragici e fatali della sua storia. Dalla iniziativa dei suoi figli più energici e colti e dalla saggezza dei suoi governanti dipende se nel secolo ventesimo la nostra patria sarà un piccolo paese, sperduto in un angolo del Mediterraneo, oppure un grande paese, espandente la sua civiltà e la sua lingua su due continenti

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