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Dalla Stamperia reale, 1787 - Italian poetry
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Page 6 - E de' freschi ruscei smalta la riva , L'ale spruzzasti al vagabondo insetto , E le lubriche anella serpentine Del più caduco vermicciuol negletto.
Page 7 - Talor sul giogo abbrustolato ascendi Del fumante Etna, e nell'orribil veste Delle sue fiamme ti ravvolgi e splendi. Tu del nero aquilon " su le funeste Ale per l'aria alteramente vieni...
Page 19 - Io ne* tuoi sguardi , e tu ne' miei felice , Come di schietto rivo onda soave \ Scorrer gli anni vedremmo, e fonte in noi Di perenne gioir fora la vita...
Page 94 - Fra ceppi eterni or siede. Ma già di Francia il Dedalo Nel mar dell'aure è lunge: Lieve lo porta Zeffiro, E l'occhio appena il giunge.
Page 4 - Di tante faci alla silente e bruna notte trapunse la tua mano il lembo, e un don le festi della bianca luna; e di rose all'Aurora empiesti il grembo, che poi sovra i sopiti egri mortali piovon di perle rugiadose un nembo. Quindi alla terra indirizzasti l'ali; ed ebber dal poter de' tuoi splendori vita le cose inanimate e frali.
Page 4 - Ed ebber dal poter de' tuoi splendori Vita le cose inanimate e frali. Tumide allor di nutritivi umori Si fecondar le glebe, e si fer manto Di molli erbette e d'olezzanti fiori. Allor degli occhi lusinghiero incanto, Crebber le chiome ai boschi; e gli arbuscelli Grato stillar dalle cortecce il pianto; Allor dal monte corsero i ruscelli Mormorando, e la florida riviera Lambir freschi e scherzosi i venticelli.
Page 90 - Tifi invitto: Vinse i portenti Argolici L'aereo tuo tragitto . Tentar del mare i vortici Forse è sì gran pensiero Come occupar de...
Page 93 - E i pié mal fermi agognano Ir dietro al guardo attento. Pace e silenzio , o turbini . Deh! non vi prenda sdegno Se umane salme varcano Delle tempeste il regno. Rattien la neve, o Borea, Che giù dal crin ti cola ; L'etra sereno e libero Cedi a Robert, che vola. Non egli vien d'Orizia A insidiar le voglie: Costa rimorsi e lagrime Tentar d'un Dio la moglie. Mise Teséo nei talami Dell'atro Dite il piede: Puntllo il Fato, e in Èrebo Fra...
Page 90 - Non die propizio il Fato D'un altro Orfeo la cetera, Se Montgolfier n'ha dato? Maggior del prode Esonide Surse di Gallia il figlio. Applaudì, Europa attonita , Al volator naviglio. Non mai Natura , ali' ordine Delle sue leggi intesa , Dalla potenza chimica Soffrì più bella offesa. Mirabil arte , ond' alzasi Di Sthallio e Black la fama, Pera lo stolto Cinico Che frenesia ti chiama. De' corpi entro le viscere Tu l'acre sguardo avventi , E invan celarsi tentano Gl'indocili elementi.
Page 3 - S' odon le mura flagellar del Mondo ; Simili a un mar, che per burrasca freme, E sdegnando il confine, le bollenti Onde solleva, e il lido assorbe e preme.

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