Viaggi di Francesco Petrarca in Francia, in Germania ed in Italia, Volumes 1-2

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Dalla Società tipografica de classici italiani, 1820 - Europe
 

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Page 138 - A guisa d' un soave e chiaro lume, Cui nutrimento a poco a poco manca; Tenendo al fin il suo usato costume; Pallida no, ma più che neve bianca Che senza vento in un bel colle fiocchi; Parea posar come persona stanca. Quasi un dolce dormir ne' suoi begli occhi, Sendo lo spirto già da lei diviso, Era quel che morir chiaman gli sciocchi.
Page 135 - O quante memorabili schiatte, quante amplissime eredità, quante famose ricchezze si videro senza successor debito rimanere ! Quanti valorosi uomini, quante belle donne,, quanti leggiadri giovani, li quali non che altri, ma...
Page 133 - ... secondo gli appetiti, le cose usavano, e senza rinchiudersi andavano attorno, portando nelle mani chi fiori, chi erbe odorifere, e chi diverse maniere di spezierie, quelle al naso ponendosi spesso, estimando essere ottima cosa il cerebro con cotali odori confortare; con ciò fosse cosa che l'aere tutto paresse dal puzzo de' morti corpi, e delle infermità e delle medicine, compreso e puzzolente.
Page 138 - Ma che per sé niedesma si consume, Se n'andò in pace l'anima contenta ; A guisa d'un soave e chiaro lume Cui nutrimento a poco a poco manca, Tenendo al fin il suo usato costume.
Page 134 - ... petti degli uomini e delle donne, che 1' un fratello l' altro abbandonava, e il zio il nipote, e la sorella il fratello, e spesse volte la donna il suo marito ; e, che maggior cosa é, e quasi non credibile, li padri e le madri i figliuoli, quasi loro non fossero, di visitare e di servire schifavano. Per la qual cosa a coloro, de...
Page 132 - ... appetito che si potesse, e di ciò che avveniva ridersi e beffarsi, essere medicina certissima a tanto male; e così come il dicevano il mettevano in opera a lor potere...
Page 109 - Suoi de' sogni confusi torre il velo; Quando donna sembiante alla stagione, Di gemme orientali incoronata , Mosse ver me da mille altre corone; E quella man già tanto desiata; A me, parlando e sospirando, porse; Ond' eterna dolcezza al cor m
Page 133 - ... che uficio alcuno non potean fare: per la qual cosa era a ciascuno licito quanto a grado gli era d'adoperare.
Page 112 - n te gli occhi allor soavemente, Salvando la tua vita e '1 nostro onore. E se fu passion troppo possente, E la fronte e la voce a salutarti Mossi or timorosa ed or dolente. Questi fur teco mie...
Page 135 - ... lor bisogni, per la paura che aveano i sani, oltre a cento milia creature umane si crede per certo dentro alle mura della città di Firenze essere stati di vita tolti, che forse, anzi...

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