Vita di Benvenuto Cellini ... da lui medesimo scritta, ridotta a buona lezione da G.P. Carpani

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1811
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Page 300 - Io posso male scrivere; pur, per risposta della vostra lettera, dirò qualche cosa. Voi sapete come Urbino è morto: di che m'è stato grandissima grazia di Dio, ma con grave mio danno e infinito dolore.
Page 287 - E così tutta la mia povera famigliuola66 rimossa da tanto spavento e da tante smisurate fatiche, in un tratto si mandò a ricomperare, in cambio di quei piatti e scodelle di stagno, tante stoviglie di terra, e tutti lietamente desinammo, che mai non mi ricordo in tempo di mia vita né desinare con maggior letizia né con migliore appetito.
Page 281 - I mio gran male si passerebbe, e che e' mi era venuto per la troppa fatica. Così soprastato due ore con questo gran combattimento di febbre, e di continuo io me la sentivo crescere, e sempre dicendo io mi sento morire, la mia serva che governava tutta la casa, che aveva nome Mona Fiore da Castel del Rio ( questa donna era la più valente che nascessi mai...
Page 281 - ... e disse: — O Benvenuto ! la vostra opera si è guasta, e non ci è più un rimedio al mondo. — Subito che io senti...
Page 230 - Chi è quel grande, che non par che curi Lo 'ncendio , e giace dispettoso e torto Sì, che la pioggia non par che '1 maturi?
Page 275 - ... sfiatatoi che io avevo fatti ; che quanti più se ne fa, tanto meglio si empie le forme. E finito che io ebbi di cavar la cera, io feci una manica...
Page 277 - Come che 3 io vidi d'averla benissimo ferma, e che quel modo di incalzarla con '1 metter quei doccioni bene ai sua luoghi.... •"; 'e che quei mia lavoranti avevano bene inteso il modo mio, il quale si era molto diverso da tutti gli altri maestri di tal professione ; assicuratomi che io mi potevo fidare di loro , io mi volsi alla mia fornace, la quale avevo fatta empiere di molti masselli di rame e altri pezzi di bronzi...
Page 284 - ... ora a quello : Porta qua, leva là : di modo che veduto che il detto migliaccio si cominciava a liquefare, tutta quella brigata con tanta voglia mi ubbidiva, che ognuno faceva per tre. Allora io feci pigliare un mezzo pane di stagno, il quale pesava in circa a...
Page 298 - I cervello , e lo scrivere m' è di grande affanno, perché non è mia arte. La conclusione è questa di farvi intendere quel che segue dello abbandonare la...
Page 285 - ... 1 bronzo si versava, subito feci aprire le bocche della mia forma, e nel medesimo tempo feci dare alle due spine. E veduto che il metallo non correva con quella prestezza...

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