Opere del cavaliere Lionardo Salviati, Volumes 4-5

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Società tipografica de'Classici italiani, 1810
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Page 44 - ... chi con lui era, chi fosse qualunque uomo veduto avesse per via passare ; e quasi degli atti degli uomini dovesse le medicine che dar doveva a' suoi infermi comporre, a tutti poneva mente, e raccoglievali.
Page 79 - ... ciò che io tra molte ti tolsi e con somma dolcezza le punture ristorare che io ti diedi. E per ciò con lieto animo prendi questa che tu mia sposa credi, e il suo fratello, per tuoi e miei figliuoli: essi sono quegli li quali tu e molti altri lungamente stimato avete che io crudelmente uccider facessi; e io sono il tuo marito, il quale sopra ogni altra cosa t'amo, credendomi poter dar vanto che niuno altro sia che, sì com'io, si possa di sua moglier contentare».
Page 64 - La lingua dt' io parlai fu tutta spenta innanzi che all' ovra inconsumabile Fosse la gente di Nembrotte attenta; Chè nullo affetto mai razionabile, Per lo piacere uman, che rinnovella Seguendo il cielo, sempre fu durabile. Opera naturale è ch'uom favella; Ma, cosi o così, natura lascia Poi fare a voi secondo che v
Page 183 - ... ad infiniti pericoli soggiacere; alle quali senza niuno fallo né potremmo noi, che viviamo mescolati in esse e che siamo parte d'esse, durare né ripararci, se speziai grazia di Dio forza e avvedimento non ci prestasse.
Page 79 - Questa dell'altre lingue caverà le scienze, nella sua trasportandole. Questa farà nostro cittadino Aristotile, e ogni parte della filosofia nella nostra favella fedelmente trasporterà. Per questa in somma tutta la Medicina, tutta la professione delle leggi, tutta la sacra Teologia finalmente nel Fiorentino idioma puramente tradotta si leggerà.
Page 111 - Che dal latino vicenome le voci del nostro articolo formate fossero nel nascere di questa lingua, posto che sia da concedere, se di là onde nacquero non trassero alcuna forza, non ne segue - per mia credenza - che della materia della loro nascita, per bene apprenderle in tutto, sia necessario aver notizia cosi perfetta, come avvisa quell'autore
Page 69 - Z che noi pronunziamo ma non hanno già pronunzia che noi non profferiamo; se della loro pronunzia si può però a questi tempi sapere nulla di vero. Con molte altre ragioni, se il tempo troppo non mi strignesse, potrei venire questa verissima opinione confermando. Ma basti che la...
Page 26 - ... tolta la buona volontà, né lo intendere quello che sia da essere amato, ma tanto più dalla natura conosciuto, quanto essi hanno più di conoscimento che i giovani.
Page 69 - Questa dolcezza addunque, uditori benignissimi, speziai dote e privilegio della nostra favella, principalmente è quello argano che con tanto gran forza tira a sé i popoli più lontani, e le nazioni più potenti.
Page 67 - Io ho detto pure ora che le nazioni forestiere di loro motivo vengono a farsi dotte nel vostro favellare. Ma sappiate che io non ho ben detto, e mi ridico del tutto.

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