La discesa di Ugo d'Alvernia allo inferno secondo il codice franco-italiano della Nazionale di Torino, Issue 194

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G. Romagnoli, 1883 - Chansons de geste - 71 pages
 

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Page xciii - Encore dit moult chouses, qu'il baille pour notoires^ Que selonc le latin je ne trove pas voires, Et, pour ce, au latin me vuil du tout aordre (1). E il Vauquelin più rimessamente esprime lo stesso concetto : « Combien que » j'ay lut ung rommant qui dit que Charle Martel fut celi qui le
Page xviii - se' lasciato stare ; e dopo cena reci per cenare per gran golosità di cosa ghiotta. trasformazione. La maniera di comporre del Pucci, quale possiamo ricostruircela per mezzo del suo Zibaldone, ci da la chiave di questa nuova fase dei poeti popolari italiani. Il
Page xciii - hors de ses terres et pays et qui le deshonnoura: saulve la grâce de l'acteur, il me samble que ainsi faire ne se puet, car onques Charles Martel ne fu roy de France, mai seulement » régent
Page clxxv - ne fece cenno in uno de' suoi romanzi, che al momento mi è impossibile il precisare. A ricordo dei viventi, il primo che abbia trattenuto in questo modo il popolo chioggiotto fu un certo Tonon, cui accenna anche il Fusinato (p. 181). Questo Tonon non recitava, né leggeva; ma cantava il Tasso. Il Pispo ora vivente,
Page cxli - VII. Fu già avvertito da uno storico come nel medioevo, accanto alle imprese cavalieresche dei romanzi, si cantassero le poesie religiose usando ogni spediente per accattivarsi l'attenzione e la lode del pubblico. « I cantastorie » delle poesie religiose lottavano coi » jongleurs delle canzoni di gesta. » Ognuno desiderava quanta più gente » potesse al proprio spettacolo, u
Page clxxv - Pispo ora vivente, che notai più sopra, lascia luogo ai rimpianti per il perduto Cupido. Egli oramai usa attenersi di preferenza a fatti moderni, fra cui specialmente le guerre di Napoleone.
Page xviii - ed è forse un esempio di quelle villanie pubbliche che i cantastorie solevano lanciarsi contro a vicenda, sia per intimo risentimento, sia per solazzare il pubblico che gli stava a sentire (cfr. il favolello Des deux troveors
Page xlviii - inventario dei mss. Gonzaga, di recente messo in luce. Sotto il n.° 44 di quell' inventario si legge: « KAROLUS MAGNUS. Incipit: Segneur barons deu uos sia inguarant. Et finit: da qui auant se noua la canzum.
Page li - preel. Et finit : En sont sani regne. » Continet cart. 83 » (1). Ora non vi ha dubbio che questa è la seconda parte dell' Ugo, giacché il primo verso trova corrispondenza perfetta con il primo del ms. torinese: El tempo de
Page xvii - maestro Antonio di Guido, cantatore » inproviso, molto valente uomo. In » quella arte passò ogniuno; però si » nota qui