Opere di Shakspeare, tr. di G. Carcano, Volumes 5-6

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Popular passages

Page 355 - ... i dolori e le passioni amorose, bella ancora la morte e le ferite che per lei si sostengono...
Page 84 - Fulmine scotitor dell' universo, Schiaccia tu questo grave orbe terreno, Frangi ogni stampo di natura, e tutti, Tutti in un punto solo i germi struggi, Onde tanti quaggiù nascono ingrati.
Page 373 - ... avesse ritrovato in prolungargli il termine della vita. E gli soggiunse, che ella fermamente sperava che, s'egli considerava le cose dette, con liberarle il fratello la farebbe pienamente contenta. Ed egli le disse, che le considererebbe, e che, quando senza offendere la giustizia il potesse fare, non mancherebbe di adempire il suo desiderio. Tutta piena di speranza si partì Epitia...
Page 372 - E, quantunque la legge disponesse che ciò non giovasse a chi le vergini violasse, poteva egli nondimeno, come prudente che egli era, mitigare quella severità, la quale portava seco più tosto offesa che giustizia, essendo...
Page 376 - La donna, bramosa di veder il'fratello libero, non vide l'ora che apparisse il giorno, e le parve che mai '< tanto non tardasse il sole a menare il giorno, quanto quella notte. Venuta la mattina , Epitia scioltasi dalle braccia di luriste , il pregò con dolcissima maniera che gli piacesse di adempire la speranza ch'egli data l'avea di pigliarlasi per moglie, e che, fra tanto, le mandasse libero il fratello.
Page 381 - Quanto grave fosse il dolore di luriste, udita la sentenza dell' imperadore, si può più tosto imaginare, che pienamente narrarlo. Fu adunque dato luriste a' sergenti, perché la mattina appresso egli fosse, secondo il tenore della sentenza, ucciso. Laonde luriste, del tutto a morir disposto, non attendeva altro, se non che il manigoldo a guastarlo andasse.
Page 84 - OhimèI questa è una notte spietata, che non risparmia nè savii, nè matti. Lear. Ulula dalle viscere, o tempesta ! ... Sgorgate, o fuochi! scroscia, o pioggia! — Voi, O venti, o tuoni, o folgori, o procelle, Voi non siete mie figlie. Io non v...
Page 367 - II poeta, nota il Gioberti, nel suo trattato Del Bello, non è uno storiografo narratore di un fatto reale, ma un artista che incarna e rende sensibile un fatto fantastico; e può riprodurre — purché lo faccia con riserbo e maestria, sotto le sembianze della realtà — i fenomeni proprii della imaginazione. » Nulla di più vero. E per questo, nello Shakspeare, l'ombra del padre, da cui quasi a forza si sente tratto Amleto sullo spalto deserto del castello d'Elsinora; lo spettro di Banco che...
Page 369 - Iddio a governo del mondo, non meno punire la ingratitudine, qual' ora viene loro a notizia, che puniscano gli omicidii, gli adulterii, i ladronecci; i quali, quantunque siano delitti gravi, sono forse di minor pena degna, che la ingratitudine. Dalla qual cosa spinto Massimiano il grande, dignissimo imperadore, volle ad un tratto punire la ingratitudine e la ingiustizia di un suo ministro ; e ne sarebbe seguito l'effetto, se la bontà della donna, contra la quale lo ingrato si era mostrato ingiustissimo...
Page 373 - Epizia, e se n'andò al fratello, e tutto quello gli disse, che con luriste ella fatto avea, e quanto di speranza ella ne avea conceputa nel primo ragionamento. Fu ciò, in quello estremo caso, molto grato a Vico, e la pregò a non mancare di sollecitare la sua liberazione; e la sorella gli promise ogni suo ufficio. luriste, che la forma della donna avea nell'animo impressa, voltò ogni suo pensiero, come lascivo ch'egli era, a potersi godere di Epizia; e perciò attendeva ch'ella un'altra volta...

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