Prolegomeni del primato morale e civile degli italiani ...

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Tipografia Elvetica, 1846 - Italy - 538 pages
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Page 170 - Ma tra noi già da lunghissimo tempo l'educazione non si degna di pensare al corpo, cosa troppo bassa e abbietta: pensa allo spirito; e appunto, volendo coltivare lo spirito, rovina il corpo, senza avvedersi che rovinando questo, rovina a vicenda anche lo spirito.
Page 353 - Sì che la neghittosa esca del fango. 1', che dì e notte del suo strazio piango, Di mia speranza ho in te la maggior parte : Che se '1 popol di Marte Devesse al proprio onor alzar mai gli occhi , Farmi pur eh' a' tuoi dì la grazia tocchi. L...
Page 172 - ... grettezza dei loro spiriti, che l'audacia del grande e terribile Fiorentino. Un bell'umore della Compagnia, il Bettinelli, pigliò l'assunto di atterrare il colosso; ma gliene incolse male, e il temerario assalto svegliò l'ingegno elegante ed aculeato del Gozzi, provocò le folgori dell'Alfieri e del Parini contro l'indegna mollezza delle lettere e dei tempi, e diede principio a quella instaurazione del culto dantesco che ancor dura, ed e foriera all'Italia (giova almeno sperarlo) di un nuovo...
Page 158 - ... quando il loro instituto, mutando indirizzo e al fuoco dell'entusiasmo sostituendo i calcoli dell'ambizione, rivolse ogni sua mira a creare non uomini ed eroi, ma strumenti ciechi e macchine arrendevoli all'arbitrio di chi li guidava. Slmilmente il tipo gesuitico è alieno dagli spiriti cristiani, che correggono bensì la natura e la perfezionano, ma non la estinguono, onde, come il paragone fa spiccare le differenze, s'egli sarebbe ridicolo il voler ragguagliare gli uomini della Compagnia con...
Page 39 - Italia; dove i più se la passano colle mani a cintola senza far nulla di utile, coonestando col nome di prudenza la loro vergognosa inerzia, ei pochi (pessimo dei mali), operando a sproposito, nell'uno o nell'altro estremo trascorrono. Certo, quando io lodava i reggimenti italici di moderazione e di dolcezza, sperando che certe vecchie e stolide abitudini di cruda severità e di selvatica giustizia non si sarebbero rinnovellate, era lungi...
Page 347 - ... quelli a cui si trasmette; e chi acquista merita più lode di chi eredita, essendo egli creatore, e in tutte le cose umane il maggior pregio possibile versando nel partecipare al privilegio divino della creazione (1).
Page 65 - Dico pertanto non l' oro , come grida la comune opinione , essere il nervo della guerra , ma i buoni soldati; perché l'oro non è sufficiente a trovare i buoni soldati , ma i buoni soldati sono ben sufficienti a trovar l' oro . Ai Romani , s' egli avessero voluto fare la guerra più co...
Page 319 - Italia laicale, è dovuta a Vittorio Alfieri, che, nuovo Dante, fu il vero secolareggiatore del genio italico nell'età più vicina, e diede agli spiriti quel forte impulso, che ancor dura, e porterà quando che sia i suoi frutti. E non solo l'Alfieri gittò i semi dell'Italia secolare, libera e forte, ma...
Page 31 - ... meglio di giorno in giorno, e il mezzo, dotato di grande virtù espansiva, aspira, dilatandosi, a comprender gli estremi, è prevedibile un giorno, in cui il trapasso da un termine all'altro si farà gradatamente e senza salto di sorta. Avrà luogo allora fra gli uomini una spezie di palingenesìa civile, simile a quella, che venne immaginata da alcuni poeti rispetto al globo terrestre; e la zona temperata del mondo morale, stendendosi dall'equatore ai poli, renderà abitabili e giocondi gli...
Page 324 - Perciò l'imitazione straniera è funesta ai componimenti di tal genere, perchè spegne l'inventiva nella sua fonte; ed è tanto più nociva a noi Italiani, quanto che l'ammirabile natura pelasgica essendo più feconda , doviziosa, euritmica, dialettica di tutte, noi non possiamo renderci ligi e copisti degli altri popoli, senza ristringere e diseccare quella vena ubertosa che Iddio ci ha data. E nessuna sorta d'imitazione è più atta a far tale effetto, che quella dei Francesi; popolo grande e...

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