Storia ed analisi degli antichi romanzi di cavalleria e dei poemi romanzeschi d'Italia. [With] Appendice [entitled] Bibliografia dei romanzi e poemi romanzeschi d'Italia [by G. Melzi].

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dalla tipografia dell'autore, 1828
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Page 100 - E levata in pie, per una finestra, la quale dietro a lei era, indietro senza altra diliberazione si lasciò cadere. La finestra era molto alta da terra, per che, come la donna cadde, non solamente morì ma quasi tutta si disfece. Messer Guiglielmo, vedendo questo, stordì forte e parvegli aver mal fatto ; e temendo egli de' paesani e del conte di Proenza, fatti sellare i cavalli, andò via.
Page 31 - Né forte braccio, né ardire animoso, Né scudo o maglia, né brando affilato, Né altra possanza può mai far diffesa, Che al fin non sia da Amor battuta e presa. Questa novella...
Page 52 - Amone: con preghi invita, et al fin toglie in groppa, e per l'orme d'Angelica galoppa. 22 Oh gran bontà de' cavallieri antiqui! Eran rivali, eran di fé diversi, e si sentian degli aspri colpi iniqui per tutta la persona anco dolersi; e pur per selve oscure e calli obliqui insieme van senza sospetto aversi. Da quattro sproni il destrier punto arriva ove una strada in due si dipartiva.
Page 61 - ... cavalieri di corte. Tali rifiutaro, e tai consentiro. In quello giorno ordinaro la festa. E poneasi uno sparaviere di muda in su una asta; or veniva chi si sentiva sì poderoso d'avere e di coraggio, e levavasi il detto sparviere in pugno : convenia che quel cotale fornisse la corte in quello anno. I cavalieri e
Page 64 - ... e non sappiano a cui la si chiedere. — Allora il cavaliere, il quale era di grande savere, si pensò che s'appressava la festa della Candelara1, che si facea gran festa al Po e le buone genti veniano al monistero.
Page 246 - ... omai deciso che il poema del Tasso è il più bello, il più elegante, il più nobile di quanti epici poemi ha mai avuti l'italiana poesia : e che forse non ne avrà mai altro che gli si possa paragonare. Non così è decisa la controversia della precedenza tra 'l Tasso e l' Ariosto, controversia che ha sempre divisi, e forse dividerà sempre i migliori ingegni ei più valorosi poeti.
Page 62 - Il cavaliere sbigottì tutto , e partissi da lei e dalla compagnia de' cavalieri, et andonne in 88 una foresta , e richiusesi in uno romitaggio sì celatamente , che ninno il seppe. Or chi avesse veduto il cruccio de' cavalieri e delle dame e donzelle che si lamentavano sovente della perdita di così nobile cavaliere , assai n'avrebbe avuto pietade. Un giorno avvenne che i donzelli...
Page 70 - Ma io senti' sonare un alto corno , Tanto ch'avrebbe ogni tuon fatto fioco, Che contra se la sua via seguitando Dirizzò gli occhi miei tutti ad un loco. Dopo la dolorosa rotta, quando Carlo Magno perde la santa gesta, Non sonò sì terribilmente Orlando.
Page 207 - lo non ho pensato al gastigo che io darei aquegli che pongono il lor nome nei libri che essi guastano nella foggia che un non so chi ha guasto il Boiardo, per non mi credere che si trovasse cotanta temerita nella presunzione del mondo.
Page 238 - Non san elleno le sue stanze il ristoro che ha lo stanco peregrino nella lunga via, il qual il fastidio del caldo e del lungo...

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