Biblioteca storica e letteraria di Sicilia, Volumes 17-18

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L.P. Lauriel, 1879 - Sicily (Italy)
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Page 260 - ... un antico inquisitore spagnuolo nell'atto di venire ucciso da un reo con una mazzata di manette di ferro in testa, con le quali il ribaldo stava legato alla di lui presenza rispondendone alle interrogazioni, ordinò che all'istante si fosse mandato al fuoco. Si ebbe la riprovazione del Villabianca (nella cronaca destinata ai posteri, beninteso): una delle solite sue figliuolerie napoletane, annotò. Una ragazzata, una mariuoleria: e da napoletano qual era, poiché la nazione napoletana era stata...
Page 245 - Eegno (1), e proibito a qualunque persona, di qualsiasi grado, ceto e condizione si fosse, il poter comporre, pubblicare, spargere, o affissare, o scrivere tali libelli e cartelli infamatori e contumeliosi all'onore e decoro delle altrui persone e famiglie, né in versi, né in prose...
Page 264 - Ma per questa forma irregolare e riprovata da ogni diritto e dalla sua ragione ha sua Maestà considerato, che facilmente l'innocenza può essere conculcata, e possono i suoi vassalli ingiustamente restare oppressi, e che all'incontro sia un dovere della sovranità, e del quale non possa dispensarsi a patto alcuno, il procurare, che sia lontano dai sudditi ogni timore di violenza. Quindi, vedendosi...
Page 263 - ... irregolarmente a procedere, che subito si rese ai popoli odioso: onde più volte se ne ricorse al real trono , ora chiedendosi di prescrivere, che nel modo di procedere e nella forma delle carceri dovesse osservare le pubbliche leggi , ed ora che si abolisse del tutto. Ha inoltre osservato, che sebbene in più capitoli del regno si trovi solennemente ordinato, che non possa l'Inquisizione nella sua processura dipartirsi dalla forma, che le pubbliche leggi prescrivono, nondimeno prò 265segue...
Page 263 - Sicilia, gli tornava assai comoda la prassi napoletana. Il decreto di soppressione, difatti, non solo dichiarava che il re « per il bene dei suoi vassalli e la felicità dello Stato... aveva sempre avuto in cuore, che il difendere la purità di nostra Sacrosanta Religione dovesse essere la prima cura del Principato », tanto vero che, a garanzia di quella purezza si deferivano le cause di fede ai vescovi; non soltanto si dichiarava che « in un paese tanto cattolico, come la Sicilia...
Page 260 - ... inquisitoriale, cioè delle cosiddette cause di fede (mentre un secondo archivio, delle cause forensi, di materia civile o comunque non attinenti alla fede, veniva salvato nell'interesse del re). La distruzione dell'archivio, attesta un aristocratico cronista, incontrò il comune applauso, stanteché se tali memorie, che Dio liberi, fosser per avventura venute fuori, sarebbe stato lo stesso che macchiare di nere note molte e molte famiglie di Palermo e del regno tutto, così del rango de' nobili,...
Page 290 - Duca di Parma, Piacenza, Castro ec. Gran Principe Ereditario di Toscana ec. ec.
Page 265 - ... con la facoltà ordinaria e con la forma parimente ordinaria e con doversi osservare nelle processure il rito e la pratica di cotesto tribunale della Gran Corte criminale, con la quale si regolano tutte le corti ordinarie del regno.
Page 264 - ... quali le testimonianze ricevute contro di lui e da chi sia stato difeso. Ha conosciuto poi, che se, non ostante le tante ordinazioni sovrane, non ha saputo cotesto Tribunale nella forma dei suoi giudizi cambiar giammai sistema, sia ciò derivato dalla ferma credenza, che tale e non altra esser debba per sua essenza, e costituzione principale, sostenendo lo stesso Inquisitor Supremo in una delle sue rappresentanze, che un tal sistema e l'inviolabilità del segreto sia l'anima dell'Inquisizione...
Page 265 - Officio, ha dichiarato, che con ciò altra non sia la sua reale intenzione, se non che l'innocenza viva sicura sotto la .tutela delle pubbliche leggi: ma che ove temerario ardisca taluno di spargere massime erronee, e che possano in menoma parte la purità di nostra Sacrosanta Religione contaminare, abbia a soffrire tutto il rigore delle pene, che le leggi prescrivono.

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