Storia d'Italia dal 1814 al 1863, Volume 2

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F. Vallardi, 1864 - Italy
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Page 312 - ... vendicare sin d'ora l'onore d'Italia; ma non lo fo, non lo voglio, quando voi non paghiate anticipatamente il frutto del mio beneficio. — Queste parole non son io che le imputo al re : sono coloro che fingono d'esaltarlo e , come s'egli avesse bisogno di protezione , proteggerlo. Con le lodi impudenti costoro ricoprono il nome suo di tal macchia che non la laverebbe tutto il sangue di lui onoratamente versato nelle italiane battaglie. Perché le generose opere mosse da...
Page 274 - L'effettuazione di questa lega trova due impedimenti : la dominazione esterna e la debolezza interna della Penisola. Egli é impossibile fare una vera lega italiana finché il barbaro alberga e comanda in casa nostra ; é impossibile istituire una lega durevole e forte senza un regno potente che la protegga.
Page 317 - I contratti, che stringe il timore, sono da ogni legge umana e divina annullati; e noi vorremmo , deliberando tra il rumore del cannone austriaco e il rumore del connone sardo , far cosa che obblighi non solamente il destino nostro, ma il destino d...
Page 313 - ... così scellerati, ma credo fermamente che coloro stessi, i quali minacciano che, se noi non ci aggreghiam subito al Piemonte, il suo Re ci lascia dell'Austria, coloro stessi non veggano lo strazio che fanno del nome suo, strazio quale potrebbero appena i nemici più accaniti desiderare o imaginare; io tengo, all'incontro, che se Venezia, in questo contrasto d'interessi e di sentimenti, in questo rumore di parole e d'armi, non precipita il giudizio...
Page 313 - Che s'egli sapesse quale onta gli facciano quelli che. a guisa di publicanv, estorcono dai popoli un tributo .di mutuo disonore, rinnegherebbe il re la mediazione non degna . 'e coloro che gli infliggono sì tristi premii come 'rei di lesa maestà e di lesa umanità punirebbe. » Io, per me dico di nuovo che gli sforzi fatti da taluni per pregiudicare la questione , io non attribuisco ad intenzioni colpevoli. ma ad improvvido senno , anzi a troppo ansiosa voglia del bene. come di chi coglie un frutto...
Page 317 - L'unità vera si farà, non temete, ma per altri modi più degni : e se un grande e forte Stato si ha a comporre in Italia, saprà ben comporlo il pensato amore e la spontanea riconoscenza de' popoli: se Carlo Alberto ( io direi a certuni che qui non sono) ha a esservi re, cominciate dall'onorario del vostro rispetto; non gli gettate in faccia la corona come un arme d' offesa , stimatelo capace d'un'opera generosa.
Page 312 - ... chiesto? Carlo Alberto accorse spontaneo e non volle da noi nessuna promessa , e una promessa a noi fece solenne che la sua spada non poserebbe finché un ferro austriaco riflettesse la luce del sole d'Italia. Temere che a mezzo il lavoro egli chiegga il compimento di condizioni non poste mai, egli é un mettere il re di Sardegna sotto il...
Page 274 - Lega, l'Italia può avere tutta quella unità onde abbisogna per esser libera, forte, potente, e ricuperare il grado che le conviene fra i popoli europei. Che se il governo federativo ha i suoi difetti, questi sono contrabilanciati da non pochi vantaggi , e si adatta mirabilmente a quella centralità divisa a cui l'Italia...
Page 224 - ... agli accordi. Il generale Zucchi, la Commissione di difesa, i magistrati municipali non videro altro rimedio onorevole che la resa. Perché dunque volete voi che la causa della patria muoia colla rovina di Milano ? È stoltezza intraprendere più che le forze. Le convenzioni del resto onorevoli; sicuri d'ogni offesa presente i cittadini: per l'avvenire sarebbe il maresciallo mediator di perdono. » Ma chi rattiene le moltitudini ? domandò il Litta.
Page 312 - ... decoroso. • Perché sia creduto inevitabile, convien dimostrare che il re di Sardegna, condiscendenti e conniventi tutti gli altri principi e popoli d'Italia e d'Europa, potendo soccorrerci subito, non lo volesse per questo solo che noi subito non gli diamo risposta di cosa che egli non ha dimandata : bisognerebbe porre in bocca di re Carlo Alberto parole direttamente contrarie a quelle che egli ha profferite. Chi crede inevitabile il precipitare la risoluzione, crede che il re abbia parlato...

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