Propugnatore: studii filologici, storici e bibliografici di varii soci della Commissione pe'testi di lingua, Volume 13

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G. Romagnoli, 1880 - Italian literature
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Page 337 - Quand'io fui chiesto, e tratto a quel cappello Che pur di male in peggio si travasa. Venne Cephas, e venne il gran vasello Dello Spirilo Santo, magri e scalzi, Prendendo il cibo di qualunque ostello. Or voglion quinci e quindi chi rincalzi Li moderni pastori, e chi li meni, Tanto son gravi, e chi
Page 240 - suo compagno e gli apre la bocca, Gridando : — « Questi è desso e non favella ! » Questi, scacciato, il dubitar sommerse » In Cesare, affermando, che '1 fornito » Sempre con danno 1' attender sofferse. » — E Dante soggiunge: Oh quanto mi pareva sbigottito, Con la lingua tagliata nella strozza, Curio, eh
Page 320 - Non temer, che il nostro passo Non ci può torre alcun : da tal n' è dato. Ma qui m' attendi, e lo spirito lasso Conforta e ciba di speranza buona, Ch' i' non ti lascerò nel mondo basso. » Cosi sen va, e quivi m' abbandona Lo dolce Padre, ed io rimango in forse,
Page 323 - E già venia su per le torbide onde Un fracasso d' un suon pien di spavento Per cui tremavano ambedue le sponde, Non altrimenti fatto che d' un vento Impetuoso per gli avversi ardori, Che fier la selva, e senza alcun rallento Li rami schianta, abbatte, e porta fuori: Dinanzi polveroso va superbo, E fa fuggir le
Page 323 - Gli occhi mi sciolse, e disse: « Or drizza il nerbo Del viso su per quella schiuma antica, Per indi ove quel fummo è più acerbo. » Come le rane innanzi alla nimica Biscia per 1
Page 436 - avvegnaché duro mi fosse prima entrare nella loro sentenza, finalmente v'entrai tant'entro, quanto l'arte di grammatica, ch'io avea, e un poco di mio ingegno potea fare; per lo quale ingegno molte cose, quasi come sognando, già vedea, siccome nella Vita Nuova si può vedere...
Page 324 - Cominciò egli in su 1' orribil soglia « Ond' està oltracotanza in voi s'alletta ? Perché ricalcitrate a quella voglia A cui non puote il fin mai esser mozzo, E che più volte v' ha cresciuto doglia ? Che giova nelle fata dar di cozzo?
Page 412 - Mentre che io canto, o Dio Redentore Vedo l'Italia tutta a fiamma e foco, Per questi Galli, che con gran valore Vengon, per disertar non so che loco: Però vi lascio in questo vano amore Di Fiordespina ardente a poco a poco: Un'altra fiata, se mi fia concesso, Racconterovvi il tutto per espresso.
Page 318 - Ornai, figliuolo, S'appressa la città che ha nome Dite, Co' gravi cittadin, col grande stuolo. » Ed io: « Maestro, già le sue mesciute Là entro certo nella valle cerno Vermiglie, come se di fuoco uscite Fossero. » Ed ei mi disse:
Page 323 - Non altrimenti fatto che d' un vento Impetuoso per gli avversi ardori, Che fier la selva, e senza alcun rallento Li rami schianta, abbatte, e porta fuori: Dinanzi polveroso va superbo, E fa fuggir le

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