Archivio storico italiano

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Leo S. Olschki, 1872 - Italy
The 1st series is a collection chiefly of medieval documents, supplemented by the Appendice in 9 vols. containing minor documents, letters, bibliographical and biographical notices. Beginning with the new series in 1855 the Archivio contains Documenti e memorie, Rassegna bibliografica, Necrologie correspondenza, annunzi bibliografici, etc.
 

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Popular passages

Page 309 - Cephas, e venne il gran vasello Dello Spirito Santo, magri e scalzi, Prendendo il cibo di qualunque ostello. Or voglion quinci e quindi chi rincalzi Li moderni pastori, e chi li meni, Tanto son gravi, e chi diretro gli alzi. Copron dei manti loro i palafreni, Sì che due bestie van sott' una pelle : O pazienza, che tanto sostieni! A questa voce vid' io più fiammelle Di grado in grado scendere e girarsi, Ed ogni giro le facea più belle.
Page 154 - Spose, cui desta il subito Balzar del pondo ascoso, Voi già vicine a sciogliere II grembo doloroso ; Alla bugiarda pronuba Non sollevate il canto : Cresce serbato al Santo Quel che nel sen vi sta.
Page 318 - E non é da maravigliarsi punto, che essi il parlare italiano non intendano: perché da progenitori Dalmati e Greci discesi, in questo gentilissimo terreno altro recato non hanno che pessimi e vituperosissimi costumi , insieme con il fango d
Page 289 - Vixi puellis nuper idoneus et militavi non sine gloria; nunc arma defunctumque bello barbiton hie paries habebit, laevum marinae qui Veneris latus custodit.
Page 318 - V. 10 angulo sedere in maestà sua, per andarsi poi divulgando insieme con lo stato loro per tutta Europa almeno: ma oimè! che non altramente giunsi nuovo e incognito pellegrino, che se...
Page 134 - Taci, e lascia volger li anni»; si ch'io non posso dir se non che pianto giusto verrà di retro ai vostri danni. E già la vita di quel lume santo rivolta s'era al Sol che la riempie, come quel ben ch'a ogni cosa è tanto.
Page 316 - Io scrissi già d'amor più volte rime quanto più seppi dolci, belle e vaghe, e in pulirle adoprai tutte mie lime. Di ciò son fatte le mie voglie smaghe, perch'io conosco avere speso invano le mie fatiche, ad aspettar mal paghe. Da questo faiso amor omai la mano a scriver più di lui io vo' ritrare, e ragionar di Dio come cristiano.
Page 279 - Orribil furon li peccati miei ; Ma la bontà infinita ha sì gran braccia, Che prende ciò, che si rivolge a lei. Se il pastor di Cosenza, che alla caccia Di me fu messo per Clemente, allora Avesse in Dio ben letta questa faccia, L' ossa del corpo mio sarieno ancora In co del ponte presso a Benevento, Sotto la guardia della grave mora.
Page 226 - Agnolo l'avesse detto per sbeffarlo, con ira gli rispose: dichiaralo pur tu, che facesti un disegno di uno cavallo per gittarlo di bronzo e non lo potesti gittare e per vergogna lo lasciasti stare. E detto questo voltò loro le reni e andò via; dove rimase Lionardo che per le dette parole diventò rosso...
Page 144 - Nomentanus?" pergis pugnantia secum frontibus adversis componere. non ego avarum cum veto te fieri, vappam iubeo ac nebulonem. est inter Tanain quiddam socerumque Viselli : 105 est modus in rebus, sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum.

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