Di Tito Lucrezio Caro della natura delle cose libri sei, tr. da A. Marchetti. Dati nuovamente in luce da F. Gerbault

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1813
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Page 2 - Con dolce sguardo il mar chiaro e tranquillo, E splender fai di maggior lume il cielo. Qualor deposto il freddo ispido manto L'anno ringiovanisce, e la soave Aura feconda di Favonio spira, Tosto tra fronde e fronde i vaghi augelli, Feriti il cor de' tuoi pungenti dardi, Cantan festosi il tuo ritorno, o diva; Liete scorron saltando i grassi paschi Le fiere, e gonfi di nuov' acque i fiumi Varcano a nuoto ei rapidi torrenti : Tal da' teneri tuoi vezzi lascivi Dolcemente allettato ogni animale Desioso...
Page 1 - D'animai d'ogni specie orni la terra, Che per sé fora un vasto orror solingo : Te Dea fuggono i venti: al primo arrivo Tuo svaniscon le nubi: a te germoglia Erbe e fiori odorosi il suolo industre : Tu rassereni i giorni foschi e rendi Con dolce sguardo il mar chiaro e tranquillo E splender fai di maggior lume il cielo. Qualor deposto il freddo ispido manto L'anno ringiovanisce, e la soave Aura feconda di Favonio spira, Tosto tra fronde e fronde i vaghi augelli, Feriti il cor da...
Page 395 - ... ergo praeter inane et corpora tertia per se nulla potest rerum in numero natura relinqui, nec quae sub sensus cadat ullo tempore nostros nee ratione animi quam quisquam possit apisci.
Page 2 - Tal da' teneri tuoi vezzi lascivi Dolcemente allettato ogni animale Desioso ti segue ovunque il guidi. In somma tu per mari e monti e fiumi, Pe' boschi ombrosi e per gli aperti campi, Di piacevole amore i petti accendi, E così fai che si conservi '1 mondo.
Page xxx - Amor , che a' primi semi infondi Virtù ; che l' aria di canori augelli , Di muti pesci le sals' onde , e tutta D' animai d' ogni specie orni la terra , Che per se fora un vasto orror solingo, Qualor deposto il freddo ispido manto L'anno ringiovenisce , e lieto in vista Zeffiro torna , e 'l bel tempo rimena , Tu Dio , tu sei , che sugli alpini monti Sciogli in tiepido umor le nevi e '1 ghiaccio, Che quindi scorre a dar tributo a...
Page 1 - Alma figlia di Giove, inclita madre del gran germe d'Enea, Venere bella, degli uomini piacere e degli dei: tu che sotto i girevoli e lucenti...
Page 55 - L'altrui fatiche all'ampio mare in mezzo, Se turbo il turba o tempestoso nembo; Non perché sia nostro piacer giocondo II travaglio d'alcun, ma perché dolce È se contempli il mal di cui tu manchi.

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