Atti dell'Accademia lucchese di scienze, lettere ed arti, Volume 29

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1898
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Page 476 - ... inquit; simul ense recluso ibat in Euryalum. tum vero exterritus, amens conclamat Ñisus, nec se celare tenebris 425 amplius aut tantum potuit perferre dolorem. 'me me (adsum qui feci), in me convertite ferrum, o Rutuli! mea fraus omnis; nihil iste nec ausus nec potuit (caelum hoc et conscia sidera testor), tantum infelicem nimium dilexit amicum,' 430 talia dicta dabat; sed viribus ensis adactus transabiit costas et candida pectora rumpit.
Page 485 - Quest'è dunque quel laccio ond'io sperai teco accoppiarmi in compagnia di vita? questo è quel foco ch'io credea ch'i cori ne dovesse infiammar d'eguali ardori? Altre fiamme, altri nodi Amor promise, altri ce n'apparecchia iniqua sorte.
Page 278 - Trivulzio apprestava un' edizione del Dittamondo di Fazio. Se questo fosse, io potrei rendergli un bel servigio; poiché avendone 1' altro giorno confrontato un codice posseduto dal nostro Antaldi, vi ho scoperte, non dirò tante varianti, ma tante splendidissime emendazioni, che quel poema ne sorge a novella vita. La gentilezza tanta usatami da quel chiarissimo Cavaliere m' è cosi nel cuore, che io torrei a durare ogni fatica per dimostrarglielo.
Page 381 - L'Arte non imita, interpreta. Essa cerca l'idea che dorme nel simbolo, e presenta il simbolo in modo che gli uomini veggano, attraverso, l'idea. Dove no, a che varrebbe l'Arte ? La Natura è per...
Page 407 - ... Il disegno è di tanta eccellenza, che non solo ricerca le opere di natura, ma infinite più che quelle che fa natura E per questo concluderemo non solamente essere scienza, ma una deità essere con debito nome ricordata, la qual deità ripete tutte le opere evidenti fatte dal sommo Iddio ». « La deità che ha la scienza del pittore fa che la mente del pittore si trasmuta in una similitudine di mente divina
Page 201 - ... lavoro di questo genere: e lasciando stare i complimenti, sapete che libro utile fareste per la lingua, col vostro modo d' usare la lingua parlata e non quella de...
Page 202 - Ora forse dirò uno sproposito, ma per chi vuole possedere veramente la nostra lingua, bisogna che faccia fondamento dei suoi studi la lingua parlata ; che poi la confronti con tanto d'occhi aperti colla scritta, e che in ultimo ponendosi a fare di suo, rinfreschi di continuo il campo di questa, coi ruscelli vivi e perenni che derivano dalla bocca del popolo.
Page 296 - ... anonimo. In quanto alla pubblicazione d' esso testo, mio padre ne farà il piacer suo. Non voglio però tacervi che dovendosi pubblicare con le note, prevedo che non verrà mai più alla luce, essendo questo un lavoro di grande, lunga e sterile fatica alla quale mio padre non è in istato di sottoporsi, sì perché converrebbegli passare delle molte giornate nelle pubbliche biblioteche a conii) Lettere Incil.
Page 307 - SS. Padri come sei tu. Terrò dunque d' aver ben posta la mia fatica se delle trenta ne trovi una che ti contenti e voglio ripetere che se mi mandi lo scartafaccio che ci ha servito in S. Angelo, io potrò renderti miglior servigio riscontrando anche gli ambrosiani da capo a fondo. Il decreto per la compilazione del noto Giornale finalmente è uscito dalla cortina, e Giordani (mercé del1' opera mia) è uno de
Page 305 - Ronconi (1), di cui sento al vivo l' offesa fattagli dall' imbecille antico suo ospite. E basti di ciò (2). Nell' andato ordinario ti ho spedito sei fogli delle varianti del codice Giovio unitamente a quelle degli Ambrosiani. Or eccone altri sei, i quai faranno fede della mia pazienza e dello studio che pongo nel procacciarti i mezzi di condurre a riva felicemente il nobile tuo lavoro. Con questa riceverai pure un esemplare della Cantata...

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