Il Decamerone, Volume 3

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Appresso Marcello Prault, 1768 - Italian fiction - 490 pages
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Page 317 - alto amore. E quello, che intorno a ci˛ pi¨ l'offendeva, era il conofcimento della fua infima condizione , il quale niuna fperanza appena le lafciava pigliare di lieto fine : ma non per tanto da amare il Re indietro fi voleva tirare , e per paura di maggior noja, a
Page 55 - le dar˛ , e far˛, e dir˛ ci˛, che fia da dire, e da fare. Calandrino cosi fece. Ragunata adunque una buona brigata, tra di giovani fiorentini, che per la villa erano, e di lavoratori, la mattina vegnente dinanzi alla chiefa intorno
Page 93 - del tuo caldo, quanto fuoco io ebbi da te ad alleggiamento del mio freddo. Di tanto mi dolgo forte, che la 'nfermitÓ del mio freddo col caldo del letame puzzolente fi convenne curare, ove quella del tuo caldo col freddo della odorifera acqua rofa fi curerÓ: e dove io per perdere i nervi, e la perfona fui, tu
Page 28 - ti ci reca, ogni gente ha giÓ definato , quando tu torni a definare. Il che udendo Calandrino, e veggendo, che veduto era, pieno di cruccio, e di dolore, cominci˛ a dire. OimŔ, malvagia femmina, o eri tu colti ? tu
Page 259 - gran dono : ma la voftra fortuna, che lafciato non m' ha, in ci˛ ha peccato, e non io : e che io dica vero, io il vi mofterr˛ manifeftamente. A cui mefler Ruggieri rifpofe. Signor mio, io non mi turbo di non aver dono ricevuto da voi, perciocchÚ io noi
Page 27 - or con una parola, ed or con un' altra fu per lo Mugnone, infino alla porta a San Gallo il vennero lapidando. Quindi in terra gittate le pietre, che ricolte aveano, alquanto con le guardie de
Page 123 - fon nato per madre di quegli da Vallecchio. E come tu hai potuto vedere, io ho pure i pi¨ be' libri, e le pi¨ belle robe, che medico di Firenze. In fÚ' di Dio, io ho roba , che coft˛ , contata ogni cofa, delle lire
Page 189 - ti diliberer˛ : ma convienfi un poco fpendere. Diffe Calandrino. OimŔ, Maeftro mio, sý per 1* amor di Dio. Io ho qui dugento lire , di che io voleva comperare un podere, fÚ tutti bifognano, tutti gli togliete, purchÚ io non abbia a partorire , che io non fo, come io mi
Page 339 - altra moglie trovare, ma non altro amico, io voglio innanzi (non vo dir perder lei, che non la perder˛, dandola a te , ma ad un' - altro me la trafmuter˛ di bene in meglio) trafmutarla, che perder te : e perci˛, fÚ alcuna cofa
Page 55 - comper˛ una libbra di belle galle di gengiovo, e fecene far due di quelle del cane , le quali egli fece confettare in uno aloŔ patico frefco : pofcia fece dar loro le coverte del Zucchero, come avevan

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