Opere di Pietro Aretino

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F. Sanvito, 1863 - 428 pagine
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Pagina 108 - Or tiriamoci da parte, e se voi vedessi uscire i personaggi più di cinque volte in scena, non ve ne ridete, perché le catene che tengono i molini sul fiume, non terrebbono i pazzi d'oggidì.
Pagina 278 - ... amarvi. E non si vede unquanco guance di smeraldo, e capelli di latte, e d'ostro che snellamente scherzano con il vostro uopo petto, dove alloggiano due poppe in guisa di dui rapucci, et armonizzanti melloncini; e son condotto a farmi Cardinale, e poi Cortigiano, vostra mercede.
Pagina 82 - ... d'uno sfumato pendente in bigio nero. Mi stupii certo del color vario di cui essi si dimostravano : i più vicini ardevano con le fiamme del foco solare, ei più lontani rosseggiavano d'uno ardore di minio non così bene acceso. Oh, con che belle tratteggiature i pennelli naturali spingevano l'aria in là, discostandola dai palazzi con il modo che la discosta il Vecellio nel far dei paesi! Appariva in certi lati un...
Pagina 318 - Ma si vuole aver de le vertù chi si vuoi salvare come la mia maestra, e quando io ci penso bene, ho più caro ch'ella sia arsa che no. Perché mi sarà buona mezzana di là, come mi è stata di qua. Or questa è la via da trovare il Rosso.
Pagina 82 - ... pensieri, rivolgo gli occhi al cielo ; il quale da che Iddio lo creò, non fu mai abbellito da così vaga pittura di ombre e di lumi. Onde l'aria era tale quale vorrebbono esprimerla coloro che hanno invidia a voi per non poter esser voi, che vedete nel raccontarlo io.
Pagina 298 - Beatricicca, né Angioletta da Napoli , né Beatrice , né Madrema non vuole , né quella grande Imperia erano atte a scalzarmi al mio tempo. Le fogge, le maschere, le belle case, l'ammazzar de...
Pagina 184 - Celia. Andrò io dunque a toccar quella mano, Quella man, che mi ha morto ogni mio bene? Poi che ciò voi la sorte, in queste chiome Che ornamento intrecciato in varie guise Mi fanno al capo, e in ciascun altro crine, i aiti porgo, ed a te Grazio innanzi Con disciolti capelli io pur ne vengo.
Pagina 81 - E così appoggiate le braccia in sul piano della cornice della finestra, e sopra lui abbandonato il petto, e quasi il resto di tutta la persona, mi diedi a riguardare il mirabile spettacolo che facevano le barche infinite, le quali piene non men...
Pagina 83 - Ella con i chiari e con gli scuri sfondava e rilevava in maniera ciò che le pareva di rilevare e di sfondare, che io, che so come il vostro pennello è spirito dei suoi spiriti, e tre o quattro volte esclamai: oh Tiziano dove siete mo'? Per mia fe...
Pagina 231 - Stampa? FORESTIERE Trovate che dica d'altri? GENTILUOMO Lorena, Medici, e Trento. FORESTIERE È vero, egli loda tutti quelli che lo meritano. Ma perché non diceste il cardinal de' Medici, il cardinal di Lorena e il cardinal di Trento?

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