Giulietta e Romeo

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Tipi dei Fratelli Nistri e cc., 1831 - Juliet (Fictitious character) - 204 pages
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Page 41 - e ad una stessa morte arse e guidò *, non sia loro grave in uno stesso sepolcro lasciare. E voltatasi al giacente corpo di Romeo, il cui capo sopra uno origliere, che con lei nell'arca era stato lasciato, posto avea, gli occhi meglio rinchiusi avendogli, e di lacrime il freddo volto bagnandogli, disse: che debbo io
Page 71 - sempre aveva alcuna novelluccia per le mani da far ridere la brigata, e troppo volentieri senza danno di nessuno si sollazzava. Aveva costui sempre, il verno e la state e da tutti i tempi, le mani vie più fredde e più gelate che un freddissimo ghiaccio alpino;
Page 73 - Ove mi lascio io dalle mie mal regolate Voglie trasportare? che so io , sciocca che sono, che Romeo m'ami? Forse lo scaltrito giovine quelle parole per ingannarmi mi ha dette, acciocché ottenendo cosa da me meno che onesta, di me si gabbi, e donna di volgo mi faccia, parendoli forse a questo modo far la vendetta della
Page 74 - casale; e passando Romeo per la strada grande, quando arrivava al capo della vietta, vedeva assai sovente la giovane alla finestra; e quantunque volte la vedeva, ella gli faceva buon viso, e mostrava vederlo più che volentieri. Andava spesso di notte Romeo, ed in quella vietta si fermava, si perché quel cammino non era
Page 101 - offesa che al corpo tuo feci ; e tanto più che io già era tuo parente divenuto, per la tua cugina da me già per moglie sposata. Se tu brami da me vendetta, ecco che conseguita l'hai. E qual vendetta maggiore potevi tu desiderare, che sapere che colui che t'uccise si sia da se stesso
Page 69 - Pazzia estrema è voler una cosa non difficile, ma impossibile, render facile a fare. Tu sei pur chiaro, che ella né te né le cose tue cura: forse ha ella alcuno amante a lei tanto grato e caro, che per l'imperadore non l'abbandonerebbe. Tu sei giovine, forse il più bello che in questa
Page 42 - direi che a spogliare gli morti foste qui venuti. Gli frati , spento il lume, risposero: quel che noi facciamo non saperai, che a te di saperlo non appartiene. Rispose colui: vero è; ma dirollo al Signore. Al quale frate Lorenzo, per disperazione fatto sicuro, soggiunse:
Page 71 - questo giuoco, fu Romeo levato da una donna; il quale, entrato in ballo, fece il dover suo, e dato il torchio ad una donna andò presso a Giulietta , che così richiedeva l'ordine, e quella prese per mano con piacer inestimabile di tutte due le parti. Restava Giulietta in mezzo a Romeo e ad uno chiamato Marcuccio il guercio,
Page 100 - la vostra dolcissima compagnia tanto da me bramata. E ben vero che la gioia di vedervi viva avanza di gran lunga quella doglia che mi tormenta, appropinquandosi l'ora che da voi dividermi deve; e prego il nostro Signor Iddio che gli anni, i quali all'infelice mia gioventù leva, aggiunga alla vostra, e vi conceda che lungamente
Page 71 - Restava Giulietta in mezzo a Romeo e ad uno chiamato Marcuccio il guercio, ch'era uomo di corte molto piacevole, e generalmente molto ben visto per i suoi motti festevoli e per le piacevolezze ch'egli sapeva fare ; perciocché sempre aveva alcuna novelluccia per le mani da far ridere la brigata, e troppo volentieri senza danno di nessuno si sollazzava. Aveva

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