Storia d'Italia dal 1814 al 1863, Volume 1

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F. Vallardi, 1864 - Italy
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Page 276 - Questa notte é scoppiata contro di me una terribile congiura. I cospiratori sono in mie mani. Mandatemi il boia
Page 323 - Male giudicavansi dal giovane egregio i popoli italiani. Tre secoli e più continui di servaggio politico e civile pesavano su questi; le menti s'erano avvezze a confondere l'obbedienza colla servitù, la moderanza colla codardia, la fermezza d'animo colla caparbietà. Ogni cosa reputavano, in qualunque altezza si fosse , fragile e caduca, e colla morte spegnersi ogni gloria; gli stessi sforzi infelici di rivolgimento...
Page 323 - Ma chiunque ambisce di farsi rinnovatore di società civili, o politiche, e non è giudice spassionato de' suoi tempi, né fa giusta stima delle forze che di usare gli è indispensabile, opera come l'architettore che presume fondare senza leggi matematiche il suo edificio. Epperò appena che le idee sono sul convertirsi in fatti, trova ostacoli che tutti confondono i disegni...
Page 6 - ... furore e intesi, per discorsi meno disordinati, i comuni voleri, lasciarono il governo della città ad un comitato provvisorio, e fu fatto decreto di convocare i collegi elettorali. Prepotenza di popolo li addimandava, ed era necessità obbedire ; ma in quel mentre ciurma di plebe tra venale e forsennata invase a rovina il palazzo de' ministri, e non trovandovi Megean e Darnay, tutta come il furor la portava, fu addosso al Prina, e fiaccatone il corpo a barbari colpi e legato a coda di cavallo,...
Page 20 - stanco di vivere con oscuro pericolo, dacché aveva in armi un esercito agguerrito, essere in procinto d'uscire a vendetta ; né già per ambizione di gloria, ch'egli con gran cuore la darebbe alla pace de...
Page 268 - Mauquin che attestavano il buon volere di Luigi Filippo ed invitavano le autorità civili e militari a secondare l'opera del generai Pepe che veniva in Corsica per levar soldati tra quegli isolani arditi ai pericoli, bravi in guerra, caldi di libertà. Tuttavia per non so quale accidente frammise il Pepe alcun tempo alla partenza, e proprio in quel mezzo Lafayette gli venne significando prendere altro stato le cose perché Luigi Filippo, combattuto nel regno da turbolenti fazioni, non poteva al presente...
Page 82 - ... capi, meglio ascondessero sotto le^ forme di religione gli osceni costumi. Ravenna era di tutte la città più misera'. La perversa natura del cardinale governatore e del- tribunale dell'inquisizione vi straziava i soggetti or di battiture, or di fame, or di carcere tormentoso , ed agli accusati d'eretici talora non era perdonata neppure la morte, sebbene ostassero le leggi. E v'ha chi nelle memorie di que...
Page 52 - ... avevano fama di disumani, furono agevoli gli accordi. Si risommisero a Francesco IV da Este i ducati di Modena, Reggio e Mirandola con la signoria delle terre che già gli Estensi tenevano per la pace di Campoformio...
Page 30 - Colletta l'uffizio tristissimo di concordare la pace, aggiugnendo : i capi ed i miei soldati furono bravi; i destini soli furono avversi, come a me, così a loro ed ai miei popoli ; delle mie sorti però non curo, e tutto dimando pel popolo, alla cui felicità dono il trono e le speranze di miglior fortuna, non l'onore, né la costanza del soffrire. Nel dì 20 maggio adunque coi patti, che tolsero nome dalla casa Lanza dove furono stipulati, coi generali Bianchi e Neipperg per l...
Page 185 - In siffatti indugi si ricordò taluno che un cotale Angeloni da Roma, discorrendo in uno scritto caldissimo le sorti del nostro paese, aveva all' Italia pronosticata grandezza da Carlo Alberto di Savoia, principe di Carignano. E la fama narrando ed esaltando di lui i liberi sensi in energici detti, le lodi che tratto tratto nel confidente ragionare faceva alla civiltà del secolo ed agli sforzi generosi dei popoli, si consultò di porre nelle mani di lui le sorti della rivoluzione.

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